Intervento in Libia? L’Isis risponde decapitando 12 guardie giurate

In Libia la guerra si combatte ormai a viso aperto. Le milizie filo-Isis hanno preso per qualche ora stamane il controllo del quartier generale della sicurezza a Sabrata, decapitando 12 guardie, prima di essere respinte. Lo hanno reso noto due funzionari locali. Taher al-Gharabili, capo del consiglio militare della città, ha riferito che i jihadisti sono entrati nel centro della città mentre i soldati erano impegnati in un’altra operazione. Hanno ucciso 19 guardie – decapitandone 12 – al quartier generale della sicurezza, che hanno occupato per circa tre ore. Questo blitz ha evidenziato l’aggressività e l’imprevedibilità delle milizie filo-Isis in questa città strategica nell’ovest del Paese, che funge da “hub” per i migranti in fuga verso l’Europa, dove lo scorso week-end raid americani hanno ucciso decine di jihadisti, ma anche due cittadini serbi che erano stati rapiti un anno fa.

In Libia un intervento segreto della Francia?

«La guerra segreta della Francia in Libia»: secondo informazioni del quotidiano Le Monde, le forze speciali transalpine effettuano “operazioni clandestine” per lottare contro l’espansione dei terroristi dello Stato islamico (Isis) nel territorio della Libia. Citato da Le Monde, un alto responsabile della Difesa di Parigi dice che “l’ultima cosa da fare sarebbe intervenire in Libia”. O meglio: «Dobbiamo evitare ogni intervento militare aperto, dobbiamo agire discretamente». Per la Francia, aggiunge il giornale, l’obiettivo è colpire le postazioni dell’Isis per frenarne la crescita in Libia. Un’azione condotta “in accordo” con Washington e Londra come illustra il raid Usa del 19 febbraio contro un dirigente tunisino dello Stato islamico a Sabrata. Per ora, la linea fissata dal presidente Francois Hollande si basa su “azioni militari non ufficiali” con il supporto di “forze speciali”. La loro presenza, di cui Le Monde ha avuto conferma, è stata segnalata “a metà febbraio nell’est della Libia da blogger specializzati”. Fonti concordanti spiegano inoltre che la lotta contro l’Isis passa per “operazioni clandestine” condotte dalla Dgse, l’intelligence esterna della Francia. Con il suo radicamento in Libia, inoltre – secondo una fonte della Marina militare francese – “l’Isis dispone per la prima volta di una costa. Ci prepariamo a duri scenari in mare”.