Insigne rapinato a Napoli. E adesso la sinistra invoca i militari nelle città

Rapina a mano armata, ma con richiesta di dedica calcistica: “Il prossimo gol a Firenze dedicalo a me”. Così si è rivolto al calciatore Lorenzo Insigne uno dei due rapinatori che sabato sera lo hanno derubato a Napoli. L’episodio è avvenuto intorno a mezzanotte in viale Gramsci, nella zona di Piedigrotta. Insigne, in compagnia della moglie e di alcuni amici, era in auto fermo al semaforo quando si sono affiancati i due rapinatori a bordo di una moto. Sotto la minaccia di una pistola il giocatore ha consegnato un Rolex, due bracciali con diamanti e circa 800 euro in contanti. Scappando il ladro ha quindi rivolto a Insigne la richiesta di dedica.

E, complice l’approssimarsi del voto amministrativo, la sinistra riscopre il tema della sicurezza. Tuona la deputata del Pd Michela Rostan: “La rapina ai danni del calciatore del Napoli Insigne è un fatto gravissimo sul quale occorre che le autorità facciano al più presto piena luce. Nel contempo, è assolutamente necessario rinforzare i controlli delle forze dell’ordine e predisporre presidi di militari anche nelle zone della movida. E’ incredibile come un fatto del genere possa avvenire in una zona frequentatissima, a due passi dal supercontrollato consolato americano”. E anche a Roma il Pd fa leva sugli stessi argomenti: il candidato alle primarie Roberto Giachetti ha promesso infatti che se diventerà sindaco chiederà al Viminale di mantenere i controlli dei militari presso le stazioni della metropolitana. Sono lontani i tempi in cui i militari li mandava nelle città il governo Berlsuconi e la sinistra tuonava contro la “militarizzazione” dei municipi. E così, ogni occasione è buona per “scippare” il tema della sicurezza alla destra.