Immigrati, nuova tragedia in Sicilia. E l’Onu denuncia la strage dei bambini

Ancora cadaveri e salvataggi disperati nel mare che bagna la Sicilia. Una trentina di immigrati sono sbarcati sulle coste siciliane nella zona di Agrigento: non è ancora definitivo il bilancio dei morti. Gli uomini, tutti presumibilmente di provenienza magrebina, libica e tunisina, sono arrivati sulla spiaggia di Torre Salsa, a Siculiana, in provincia di Agrigento. Otto di loro sono stati fermati mentre degli altri non si hanno notizie.

Sos immigrati, un altro sbarco

Un elicottero della Guardia Costiera, entrato in azione all’arrivo dei trenta immigrati sulla spiaggia, ha perlustrato la zona avvistando in un primo momento due cadaveri. In realtà solo un corpo senza vita è stato recuperato. L’altro, inizialmente avvistato, a causa della risacca delle onde, è momentaneamente scomparso, ma le ricerche della Guardia costiera, carabinieri e guardia di finanza proseguono. Gli otto immigrati fermati hanno fornito versioni discordanti riferendo che erano circa 40 ed erano stati trasportati da una imbarcazione che li avrebbe lasciati in mare davanti alla costa. Secondo questo primo calcolo approssimativo, potrebbero essere una decina le persone finite in mare. Meno di una anno fa, il 19 maggio 2015, ci un altro tragico naufragio a Sud della Sicilia, dove morirono 900 immigrati: un barcone si ribaltò in alto mare a causa forse di una manovra  sbagliata, mentre erano in arrivo i soccorsi della Guardia costiera. Fu la più grande tragedia del Mediterraneo per numero di vittime accertate.

Le tragedie nel Mediterraneo

Si fanno sempre più impressionanti le cifre delle tragedie di immigrati nelle acque del Mediterraneo e il numero della mortalità infantile tra gli immigrati. Dal settembre 2015, due bambini al giorno sono annegati in media nelle acque del Mediterraneo orientale mentre tentavano con le loro famiglie la pericolosa traversata verso l’Europa. Lo hanno denunciato a Ginevra l’Unicef, l’Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim) e l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr).