Il Pil lo smaschera, ma Renzi continua a vantarsi. La Russa: «Sia più onesto»

Rivendica primati economici, intima alle istituzioni comunitarie di cambiare passo, spiega che l’Italia è pronta a dare una mano. Nel giorno in cui l’Istat divulga i dati negativi sul Pil, Matteo Renzi ricorda un po’ Ignazio Marino, apparendo come uno che è appena atterrato a Roma dopo un lungo soggiorno su un altro pianeta: a margine di incontri ufficiali con il presidente del parlamento europeo, Martin Schulz, e con il cancelliere austriaco, Werner Faymann, il premier italiano parla come se quella crescita ferma allo zero-virgola non esistesse e il suo governo potesse rivendicare un ruolo guida per le politiche economiche e di riforma dell’Unione. Una storiella che però non attacca più, perché ormai «oltre i numeri – ha commentato Ignazio La Russa – emerge chiaro che da un lato c’è una narrazione finta del Paese, alimentata dalla propaganda di Renzi, e dall’altro c’è la dura realtà costituita di cifre e fatti».

Renzi se la canta e se la suona. Ma stona

«Deve essere chiaro che l’Italia è cambiata, è ripartita, ha fatto le riforme e sta al tavolo europeo con la volontà di dare una mano, ma anche un cuore e recuperare gli ideali», ha proclamato Renzi, mentre l’Istat rivelava che la crescita del Pil stimata al già basso 0,9% si era fermata allo 0,6% e gli analisti finanziari mettevano in guardia dal rischio di dover rivedere al ribasso anche le stime per il 2016. Renzi, imperterrito, ha continuato a proporre quella sua «narrazione» sganciata dai numeri e dalla realtà, arrivando a sostenere che «l’Italia non chiede qualcosa all’Europa», ma «offre la volontà di dare una mano sapendo che la politica economica europea non ha funzionato e noi diciamo che bisogna cambiare». E ancora: «Se guardiamo i numeri, quale governo c’è con il tasso di deficit più basso? La Francia è al 4%, la Spagna al 5. Siamo il governo con il deficit pubblico più basso degli ultimi 10 anni».

La Russa: «Renzi dovrebbe essere più onesto verso gli italiani»

«Renzi dovrebbe essere più onesto verso gli italiani, temiamo che la sua politica esploda come una bolla speculativa», ha avvertito Ignazio La Russa, ricordando che l’Istat certifica non solo che il Pil italiano è cresciuto «molto al di sotto di altre nazioni di riferimento come la Spagna, la Francia, la Germania, per non dire di Gran Bretagna e Stati Uniti», ma anche che «l’Istat aggiunge che non cresce l’industria» e che «proprio qualche settimana fa ci ha detto che la disoccupazione è tornata a crescere».  «E questo – ha sottolineato il deputato di FdI – la dice lunga sugli effetti del Job act che si sono già esauriti».