I terroristi sbarcano tra i migranti: lo dice anche il procuratore antimafia

Il governo l’ha negato sempre, servendo all’opinione pubblica dosi enormi di buonismo. Ma ora le conferme stanno arrivando a raffica: sui barconi, tra i rifugiati, si mimetizzano anche militanti dell’estremismo islamico. «E’ già accaduto che in Italia arrivassero, insieme ai migranti e ai profughi, persone che avevano l’obiettivo di arruolarsi fra i terroristi dello Stato islamico. Sono state arrestate e sono attualmente detenute», ha detto a “Voci del Mattino”, su Radio1 Rai, Franco Roberti, procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, replicando all’allarme lanciato dal ministro della difesa francese Le Drien.

Il procuratore antimafia parla anche di Lampedusa

«Poi, occorre ovviamente fare indagini approfondite per capire chi sono questi soggetti e che obiettivi hanno. In diversi casi – ha spiegato il procuratore antimafia – i nostri servizi di sicurezza e le nostre forze di polizia giudiziaria hanno individuato soggetti che avevano nei loro smartphone immagini di “guerra santa”, con le quali si volevano accreditare negli ambienti dell’islamismo radicale». Il rischio di queste infiltrazioni jihadiste «è sempre possibile ma forse a Lampedusa meno che altrove». aggiunge Roberti. «Sono altri i valichi pericolosi da cui entrano potenziali terroristi. Talvolta, certo qualcuno, sfugge ai controlli, ed è per questo che noi diciamo che tutti coloro che si affacciano alle nostre frontiere devono essere sottoposti a identificazione: questo è un passaggio ineludibile», conclude.