I migranti sono una “risorsa”? Gli economisti tedeschi dicono “no”

Secondo gli economisti tedeschi la recente ondata di immigrazione rischia di far colare a picco il welfare della Germania. Questo perché, come ha spiegato Gabriel Felbermayr dell’Ifo (Istituto per la ricerca economica) di Monaco, «i rifugiati hanno enormi difficoltà ad integrarsi nel mercato del lavoro, rispetto a quelli invece che immigrano per lavorare», racconta “Libero”.

«I rifugiati hanno enormi difficoltà ad integrarsi nel mercato del lavoro»

Morale – nonostante la convinzione del cancelliere tedesco, Angela Merkel, secondo cui «immigrazione rappresenta una rivitalizzazione per il mercato del lavoro» – gli immigrati provenienti da Siria, Afganistan e Iraq, non parlando tedesco e non avendo gli skill necessari, resteranno disoccupati per anni. Non solo, i Paesi che li ospiteranno non vedranno benefici per «almeno una generazione». Un tempo troppo lungo da sostenere per il welfare che i migranti, nelle visioni della Merkel, avrebbero dovuto contribuire a sollevare.

La Germania soltanto nell’ultimo anno ha accolto 1 milione e 100mila immigrati

Il 40% dei 220 studiosi interpellati da Ifo, è convinto che i profughi procureranno danni all’economia europea, soltanto un magro 23% vede, invece, l’immigrazione come una risorsa. Non solo, il 53% degli economisti è convinto che ai richiedenti asilo non andrebbe nemmeno accordato il salario minimo. Attualmente ogni rifugiato senza lavoro costa alla Germania 12 mila euro all’anno, è stato calcolato che soltanto l’8% trova lavoro un anno dopo l’arrivo. Secondo un documento visionato dalla Reuters giovedì scorso il ministero delle Finanze stima per il 2017 una spesa aggiuntiva di 10,7 milioni di euro, solo per coprire i costi della migrazione. Ciò nonostante il titolare del dicastero Wolfgang Schaeuble punta a mantenere il bilancio in pareggio fino al 2020.