Gli strani incontri tra Renzi e il dg Rai. E se l’avesse fatto Berlusconi?

Stai a vedere che ha ragione Carlo Freccero, uno che la Rai l’ha attraversata in lungo e in largo prima di finirne amministratore con il voto dei grillini, quando al Messaggero derubrica a storiella per gonzi l’insoddisfazione renziana verso il vertice di Viale Mazzini e a bollare come «voce del padrone» il pd Michele Anzaldi, che se ne fa rumoroso e pittoresco portavoce. In realtà, sostiene Feccero, siamo in presenza di un «gioco tra le parti»: da una parte Palazzo Chigi, dall’altra il dg della Rai Antonio Campo Dall’Orto. E a leggere il Corriere della Sera, pare proprio che Freccero abbia azzeccato a pensar male: altro che insoddisfazione, tra i due (Renzi e Campo Dall’Orto) ci sarebbe molto di più di entiente cordiale, se è vero che quel che scrive sul quotidiano di Via Solferino Giovanna Cavalli, secondo cui «pare» che premier e dg «si incontrino una volta a settimana da soli, di solito il venerdì». Al momento non risultano smentite né, ci sembra di capire, fioccheranno in futuro. Una finta, niente di più: tu Campo Dall’Orto mi metti a disposizione i tiggì e io periodicamente di faccio lisciare il pelo dal bravo Anzaldi per tenere luccicante la tua fama di manager indipendente. Insomma, una sceneggiata in versione fiorentina che nemmeno la migliore tradizione napoletana sarebbe riuscita a realizzare. Per convincersene basta immaginare che cosa sarebbe accaduto se a incontrare il dg della Rai fosse stato il premier Berlusconi. Sarebbe venuto giù il mondo, tra la solita petizione organizzata da Repubblica, l’indignato monito di Roberto Saviano, l’adunata di uno degli Zagrebelsky al Palasport più vicino, il girotondo di Nanni Moretti, l’invettiva triste della Guzzanti, l’edizione dell’Unità listata a lutto per tacer del trio Santoro-Travaglio-Luttazzi.  Invece il premier attuale si chiama Renzi e incontra chi vuole e quando vuole. Vuoi mettere? E si può scommettere che gli scappa più di una risata a leggere le paginate dedicate dai giornali alle intemerate anti-Rai del baldo Anzaldi. Sembrano il gatto e la volpe. Insieme hanno inventato la lottizzazione chiagne e fotte, anzi più chiagni e più fotti. Alla faccia del contribuente che ora non potrà neppure sfuggire alla tortura del canone. Se lo troverà infatti sulla bolletta della luce. La Rai è davvero di tutto e di più.