Gandolfini, il leader del Family Day: «Alfano la smetta di sostenere Renzi»

Il presidente del comitato “Difendiamo i Nostri Figli”, Massimo Gandolfini, il leader del Family Day, proprio non si rassegna all’insistenza – al limite dell’imposizione a tutti i costi – sul discusso ddl Cirinnà: e nel denunciare l’oltranzismo coatto dell’esecutivo, sordo alle richieste della piazza che ha gremito il Circo Massimo e dell’oppozione in Aula, deciso ad andare alla meta anche in spregio di norme e procedure accreditate, chiama in causa Alfano e l’Ncd. Anzi, prova proprio a dargli la sveglia e a esortarli a dovere: «Dopo il voto che ha respinto le pregiudiziali di costituzionalità al ddl Cirinnà – ha tuonato Gandolfini – sappiamo con certezza che il disegno di legge sulle unioni civili avrà anche un gravissimo aspetto procedurale. Si tratta forse del primo ddl della storia repubblicana a essere votato dall’Aula senza essere mai stato esaminato da una Commissione parlamentare».

Gandolfini vs Alfano: smetta di appoggiare il governo sul ddl Cirinnà

Pd chiuso a qualunque trattativa, dunque, e non solo: «La Costituzione – ricorda il leader del Family Day – stabilisce infatti, all’articolo 72, che i disegni di legge siano esaminati prima in Commissione e poi in Aula. A questa grave violazione procedurale si aggiunge il rifiuto del Pd riguardo alla proposta del ministro dell’Interno Angelino Alfano di stralciare la stepchild adoption per poter ridiscutere il testo. I parlamentari del Nuovo Centro Destra – ha aggiunto risentito Gandolfini – devono prendere atto di questo atteggiamento di totale chiusura e riflettere seriamente sul loro sostegno all’esecutivo. A chiederlo è lo stesso popolo della famiglie che sabato ha affollato il Circo Massimo». Un popolo deciso, quello che si è ritrovato in piazza a difesa della tradizionale unione tra un uomo e una donna, e del diritto dei bambini di riconoscersi in un padre e in una madre che, ha ribadito l’uomo chiave del Family Day, «è talmente determinato che è pronto a fare qualsiasi cosa. Anche ad andare di nuovo in piazza. Ma questa è l’extrema ratio»…

Gandolfini sul ddl Cirinnà: «Non c’è spazio per nessuna mediazione»

Extrema ratio, sì: a conferma che quanto sta accadendo in Aula, come mai in questa occasione, non sta tenendo conto – come invece dovrebbe democraticamente fare – del volere di una imponente fetta della popolazione civile che, però, ribadisce Gandolfini, continuerà a «far sentire la propria voce». E anche di più: «Diremo chi ci ha rappresentato e chi no. Tra di noi ci sono elettori di tutti i partiti, compresi i partiti della maggioranza». È un Gandolfini bellicoso, insomma, quello che tira le somme e denuncia le inadempienze dell’esecutivo nel giorno del “debutto” al Senato del ddl Cirinnà sulle unioni civili. Bellicoso e amareggiato, il portavoce del comitato “Difendiamo i nostri figli”, pronto a restare «in vigila attesa». Anzi: «Seguiremo passo passo l’iter della legge. Nutriamo speranze, ma bisogna essere realisti: stando alle dichiarazioni dei capigruppo la richiesta di un ritorno del testo in commissione sarà bocciata» commenta laconico il leader del Family Day, che poi torna ancora una volta a chiamare a raccolta i parlamentare detrattori del ddl Cirinnà:«Stiamo facendo pressing sui senatori che ci sostengono perche rappresentino le nostre posizioni», ha spiegato Gandolfini, ribadendo come «sulla stepchild adoption non c’è spazio per nessuna mediazione. Bisogna toglierla e basta». Un messaggio rivolto in prima battuta al ministro Alfano: e a buon intenditor…