Francia sempre più “terrorizzata”: in 8250 sono pronti per la Jihad

Sono 8250 i francesi pronti per la Jihad: un dato allarmante, quello rivelato da Le Figaro, corredato da una inquietante “mappa della radicalizzazione”. «Un fenomeno in piena crescita – scrive il giornale – che coinvolge sempre più adolescenti e giovani donne».

Migliaia di francesi sono pronti per la Jihad

Ma allora, contro chi stiamo combattendo? È sempre più frequente la domanda quando si parla di Isis, di terrorismo islamico, di miliziani al fronte siriano di europei pronti per la jihad. Una fantomatica creatura tentacolare, quella del “jihadismo integralista e militante”, la cui testa potrebbe essere idealmente rappresentata proprio dal rischio radicalizzazione che sta contagiando giovani del “vecchio continente” – francesi in particolare, a quanto sembra – indifferentemete uomini e donne. E se è vero che l’obiettivo principale dei miliziani agli ordini del Califfo è prioritariamente quello di costituire un Califfato islamico nelle terre dell’odierno Iraq e nella più vasta zona della “Grande Siria” – che va dalla moderna Siria alla Giordania, passando per parte del territorio iracheno, e fino al Libano e ad Israele – è altresì realistico pensare che il terreno di conquista si estende ormai, ogni giorno di più, a una dimensione senza confini, che punta anche – e molto – al cuore della vecchia Europa.

Nelle menti dei nostri ragazzi

Europa colpita ai fianchi anche in quegli 8250 francesi sedotti dalla Jihad. In tutte quelle ragazzine “naturalizzate” inglesi affascinate dalla propaganda dell’Isis e in nome di questa persuasione occulta – che agisce soprattutto online – partite per arruolarsi al fronte, salvo poi scoprire tutti i risvolti da incubo di quello che per loro era il “sogno jihadista”. In tutti quei giovani padri e in quelle giovani madri pronti a lasciare tutto e tutti e a trascinare con sé, in una guerra senza eslcusione di colpi, persino piccolissimi figli. E forse non basta davvero più chiedersi ossessivamente come il jihadismo sia riuscito a penetrare in Europa, ora che sembra entrato fin nei gangli connettivali del nostro mondo socio-culturale. Non serve neppure più tanto fare la radiografia su come e attraverso quali meccanismi riesca a insediarsi nella mente dei nostri ragazzi. Basta partire dalla considerazione che erano tutti giovanissimi i terroristi cresciuti nel cuore del “vecchio continente” e rivelatisi al mondo come gli autori delle stragi di Parigi. Nati nelle nostre capitali; cresciuti nelle scuole europee, formati nel solco della cultura occidentale: tutto quello contro cui, oggi, armano il pugno. Brutalmente.

Muro anti-Isis attorno a Baghdad

Intanto, mentre la guerra della radicalizzazione continua a mietere proseliti e vittime, sul fronte più strettamente militare le notizie dal fronte danno contezza della costruzione da parte dell’esercito iracheno di un muro intorno a Baghdad, una barriera che dovrà prevenire l’infiltrazione nella capitale di «terroristi e sospetti», in particolare dell’Isis. Lo ha reso noto il comandante del distretto militare, il generale Abdul Amir al Shammary che, spiegando come «i lavori siano cominciati il primo febbraio» e come e perché «comprenderanno la realizzazione di una trincea profonda due metri e larga tre che correrà tutto intorno alla città, affiancata da una strada». Il muro, ha aggiunto l’alto ufficiale, sarà dotato di «torrette di osservazione e telecamere di sorveglianza». Baghdad, del resto, è spesso presa di mira da sanguinosi attentati rivendicati dai militanti della Jihad. Parigi, Londra, luoghi di culto e case di tutto il mondo, lo sono in modi e misure diverse…