Foibe, centrodestra: “Non smetteremo mai di incalzare scuola e istituzioni”

«Non smetteremo mai di incalzare i governi e le istituzioni repubblicane, le scuole, le università affinché la Giornata del Ricordo sia celebrata come meritano i martiri della tirannia comunista e anti-italiana». È l’impegno che prende in aula il capogruppo di Fratelli d’Italia -Alleanza nazionale Fabio Rampelli. Un impegno per ricordare come si deve «le sorelle e i fratelli italiani del confine orientale. Migliaia di donne e uomini ferocemente brutalizzati dalla violenza del comunismo titino, vittime di rappresaglie perpetrate anche in Italia. Sorelle e fratelli strappati alle terre fiumane, istriane, giuliano-dalmate, giustiziati e gettati nelle foibe, costretti ad abbandonare la propria casa per trovare rifugio nella Madre Patria», ha proseguito Rampelli. «Per le famiglie sopravvissute alla tragedia dell’esodo, e per le famiglie delle vittime ritrovate o mai identificate, Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale ci sarà sempre». Tanti gli interventi nel corso della giornata nell’Aula di Camera e Senato per celebrare il Giorno del Ricordo. Questa pagina strappata per troppo tempo «rappresenta ancora una macchia indelebile», dice Renata Polverini. «Ricordare quanto accaduto  ai martiri delle foibe e agli italiani costretti all’esodo  è doveroso non solo nei confronti delle tante famiglie che hanno perso i propri cari, ma necessario per le nuove generazioni perché solo conoscendo il nostro passato possiamo costruire un futuro migliore».

«Ogni italiano deve essere consapevole di questa tragedia»

«Il pensiero va a quegli uomini che, su ordine del dittatore comunista Tito, furono trucidati soltanto perché italiani. Per troppo tempo questa pagina drammatica della storia della nostra Nazione è stata tenuta nascosta, con il complice silenzio del leader dei comunisti italiani Togliatti», aggiunge  Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale. «Ogni italiano deve essere consapevole di questa tragedia». «Mai dimenticare le Foibe», scrive su Twitter Mara Carfagna, portavoce di Forza Italia alla Camera dei deputati citando un passaggio della legge n.92/2004 con cui venne istituito il Giorno del Ricordo. «Un eccidio perpetrato dai partigiani di Tito ai nostri connazionali. Una vera e propria pulizia etnica negata per decenni anche da nostri connazionali, nascosta sotto un tappeto come si fa con la polvere – interviene Ignazio La Russa. «Libri e libri di storia scritti con intere pagine mancanti sul nostro passato. Se non vogliamo che anche ora, lentamente anno dopo anno, torni l’oblio su questa tragedia, è compito di tutti noi tenere alta la memoria su questo passaggio drammatico della nostra storia».

«Che il Giorno del Ricordo non torni avvolto dalla nebbia»

Aggiunge Giorgia Meloni: «L’Italia onora i martiri delle foibe affinché quegli orrori non tornino mai più. L’Italia ricorda il dramma dell’esodo che ha colpito i nostri connazionali, due volte figli d’Italia, per nascita e per scelta. L’Italia celebra la cultura nazionale e il legame che ci lega con la comunità ancora presente sulla sponda orientale dell’Adriatico. L’Italia non dimentica e non vuole dimenticare uno dei capitoli più bui della sua storia nazionale». Renato Brunetta mette il dito in una piaga  che molti omettono di ricordare: «Il rischio è che il Giorno del Ricordo, per la cattiva coscienza di molti, sia trattato come un fatto avvolto nella nebbia da cui è stato estratto di malavoglia. La strage delle foibe non fu l’atto di una parte politica contro l’altra, ma un’azione malvagia contro il popolo italiano in quanto tale, e che purtroppo ebbe per complici altri italiani. E questi furono militanti di formazioni partigiane legate al Partito comunista. Le foibe sono tuttora un nervo scoperto di buona parte della sinistra politica e culturale italiana».