Ma il Family day non ci sta: “No alla Cirinnà, anche senza adozioni gay”

Mediazione del governo o no, «il ddl Cirinnà non va». Ne è convinto Massimo Gandolfini portavoce del Family Day, neurochirurgo e padre di sette figli che annuncia al premier Renzi, ma anche ad Angelino Alfano, che «il popolo del Family Day prenderà nota di chi intende portare a casa una legge iniqua» e glielo farà capire alle urne… Gandolfini, che segnale è mettere la fiducia su un provvedimento come il ddl Cirinnà? «Un segnale di grande debolezza e confusione», spiega a “il Tempo”.

«Il popolo del Family Day prenderà nota di chi intende portare a casa una legge iniqua»

Eppure l’accordo di maggioranza è dato per assodato. Che cosa ne pensa? «Per noi i punti assolutamente irrinunciabili, la linea del Piave, sonol’abolizionedell’articolo 2, 3 e 5. Ossia uno stravolgimento totale rispetto a chi ha scritto quell’obbrobrio chiamato ddl Cirinnà: il che significherebbe riportare il testo in Commissione giustizia». Angelino Alfano ha detto che senza la stepchild adoption si potrebbe andare oltre la maggioranza di governo. «Renzi spera di “comprare” Alfano stralciando l’art. 5 sulla stepchild e facendo diventare tutto ciò un fatto del governo. È un tranello, nel quale penso che Alfano non potrà cadere. Noi abbiamo già fatto sapere urbi et orbi qual è il nostro punto di vista: se dovesse succedere una cosa di questo genere il nostro popolo sarebbe terribilmente deluso e arrabbiato».

«Questa legge Cirinnà è un obbrobrio, cosi come tutto il suo iter fatto di strappi»

Renzi ha già messo la fiducia sulla legge elettorale. Adesso per la prima volta – lo farebbe su una questione etica. «Questa legge Cirinnà è un obbrobrio, cosi come tutto il suo iter fatto di strappi». Il primo? È una legge che non faceva parte del programma di governo; poi è stata scippata alla Commissione giustizia in barba all’articolo 72 della Costituzione; il terzo strappo si stava per consumare con il “canguro”, fermato dalla improvvisa e inaspettata opposizione di Grillo. Adesso ci vorrebbero mettere su anche la fiducia: è proprio voler mettere un bavaglio alla democrazia».