Impiegati razzisti? Facebook esagera con il politicamente corretto

Sul muro del quartier generale di Facebook a Menlo Park, dove i lavoratori sono da anni invitati a scrivere ciò che vogliono esprimere, la scritta “Black lives matter” (le vite dei neri sono importanti), è stata più volte cancellata e sostituita con la frase “All lives matter” (tutte le vite sono importanti). Mark Zuckerberg ha stigmatizzato l’episodio con parole dure, ritenendolo espressione di un atteggiamento razzista. In un messaggio privato ai dipendenti, pubblicato dal sito Gizmodo, Zuckerberg scrive: “Nonostante abbia già comunicato chiaramente che ciò è inaccettabile, è accaduto di nuovo. Ero già molto deluso da questo comportamento irrispettoso. Dopo la mia comunicazione, lo considero anche maligno”. “‘Le vite dei neri sono importanti’ – ha aggiunto – non significa che le altre non lo siano, è semplicemente chiedere che la comunità nera ottenga la giustizia che merita”, spiega Zuckerberg.E inoltre fa sapere che l’azienda sta investigando per risalire ai responsabili dell’episodio. Uno zelo che svela un’attitudine autoritaria: e chissà che non vi sia da parte di chi ha cancellato la scritta una volontà di contestare proprio Zuckerberg e peraltro con una frase che è semmai inclusiva e non discriminatoria.

Il tema dei lavoratori stranieri assunti da Zuckerberg è diventato uno degli elementi della campagna elettorale Usa: infatti Donald Trump si è schierato di recente contro le aziende che spingono per aumentare il numero dei visti H1-B, quelli per i lavoratori stranieri specializzati, a danno degli statunitensi. Nel mirino di Trump manager come il fondatore di Facebook che punta ad assumere lavoratori stranieri per tenere bassi i salari.