Etruria, la mossa dell’ex-presidente: il Salvabanche è incostituzionale

Sono attesi centinaia di risparmiatori domani mattina, a partire dalle 8,30, nell’aula della “Vela” del Tribunale di Arezzo, appositamente presidiato da un ingente servizio d’ordine, per l’udienza sulla richiesta dello stato di insolvenza avanzata dal commissario liquidatore Giuseppe Santoni per la vecchia Banca Etruria.
Il collegio, guidato dalla presidente del Tribunale Clelia Galantino, dovrà esaminare  il carteggio che fa parte della relazione del commissario Santoni e la memoria difensiva dell’ultimo presidente della banca.
In particolare la relazione di Santoni individua in un miliardo e 167 milioni il deficit complessivo della banca messa in liquidazione coatta amministrativa dal decreto del 22 novembre 2015, e in 305 milioni la cifra che la vecchia Banca Etruria non sarebbe in grado di restituire al fondo di risoluzione (283 milioni) e ad alcune categorie di obbligazionisti subordinati (22 milioni).
Nella memoria difensiva dell’ultimo presidente dell’istituto bancario aretino, Lorenzo Rosi, si pone una doppia eccezione di costituzionalità e si contesta che Bpel sia in stato di insolvenza.
Tecnicamente l’udienza si aprirà con la relazione del giudice Picardi che illustrerà la pratica e poi toccherà agli avvocati.
Con ogni probabilità, i legali di Lorenzo Rosi solleveranno la questione di legittimità costituzionale, a loro avviso il decreto salvabanche sarebbe illegittimo sotto il profilo della violazione degli articoli 3 (principio di eguaglianza) e 47 (tutela del risparmio).
A quel punto il collegio dovrà riunirsi in Camera di consiglio. Se dovesse ritenere la questione non manifestamente infondata, l’udienza verrebbe sospesa e gli atti rimessi alla Corte costituzionale. Altrimenti si proseguirà entrando nel merito fino alle conclusioni affidate al procuratore capo della Repubblica di Arezzo Roberto Rossi. Al termine dell’udienza il collegio si riserverà e la decisione potrebbe arrivare anche dopo alcuni giorni. Qualora fosse dichiarato lo stato di insolvenza, gli atti arriverebbero sulla scrivania del procuratore Roberto Rossi che, ravvisando gli estremi della bancarotta fraudolenta, potrebbe aprire il quinto fascicolo su Banca Etruria.