Elezioni di Confindustria: verso una testa a testa tra Boccia e Vacchi

I Giovani imprenditori si schierano per Vincenzo Boccia (nella foto) alla presidenza di Confindustria. Gli under-40 sciolgono il riserbo e ufficializzano la propria scelta a sostegno dell’imprenditore salernitano, già nella squadra di Giorgio Squinzi come presidente del comitato tecnico Credito e finanza. L’indicazione del nome da parte dei Giovani imprenditori di Confindustria è arrivata dopo il confronto, venerdì scorso (nell’ambito della riunione del Consiglio centrale), con i quattro candidati in corsa per la presidenza di via dell’Astronomia: oltre Vincenzo Boccia, Marco Bonometti, Aurelio Regina e Alberto Vacchi. Candidati che oggi hanno, invece, incontrato a Padova gli industriali del Triveneto (Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige). Un incontro, a porte chiuse, durato all’incirca due ore e mezza, che si è svolto nel rispetto delle rigide regole stabilite, improntate su par condicio e riservatezza: dopo una breve introduzione del direttore della Fondazione Nord-Est, Stefano Micelli, i quattro candidati hanno avuto 5 minuti ciascuno per illustrare la propria posizione (il programma sarà infatti ‘svelato’ al Consiglio generale del 17 marzo) e poi a turno ognuno ha risposto a otto domande, avendo a disposizione ogni volta 3 minuti. A questo confronto, è seguita la riunione delle tre territoriali del nord-est, che ora riferiranno al loro interno, prima di esprimere la loro posizione. Comunque si delinea una polarizzazione su due candidati: Vacchi e Boccia.

Un poker di candidati per la presidenza di Confindustria

La prossima tappa del “tour” dei candidati con gli industriali è in programma mercoledì 2 marzo a Napoli. Sul nome di Boccia, che conta sull’appoggio del Sud (ultimo è il sostegno ufficializzato da Confindustria Basilicata), si è compattata da subito la componente confindustriale della Piccola industria. Nella mappa del consenso, se gli industriali del Lazio hanno confermato di essere la roccaforte di Aurelio Regina, la Lombardia resta invece divisa: e, nonostante il bresciano Marco Bonometti giochi in casa, la potente Assolombarda (Milano, Lodi, Monza e Brianza) e Bergamo sono per il bolognese Alberto Vacchi, che già conta sul sostegno dell’Emilia Romagna; non manca qualche fila nella Confindustria Alto Milanese, come l’area di Legnano, da dove si guarda con favore al meridionale Boccia. Al fianco di Vacchi, oggi si è espressa anche l’Unione degli industriali della Provincia di Varese. In attesa che il cerchio si chiuda e al di là dei nomi, il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, esprime il suo auspicio sul prossimo presidente di Confindustria: «Mi auguro si apra al confronto con Cgil, Cisl e Uil»