Dossier contro Ikea: all’Ue meno introiti fiscali per un miliardo

L’accusa è pesante ed è contenuta in uno studio su Ikea commissionato dal gruppo dei Verdi al Parlamento europeo: il gruppo svedese avrebbe eluso circa un miliardo di tasse in Europa nel periodo che va dal 2009 al 2014. “Per il solo 2014 il mancato incasso fiscale dai profitti di Ikea – scrive Repubblica riportando la notizia del dossier – si traduce in una perdita di 36,6 milioni di euro per la Germania, 23,8 per la Francia, 10,1 per la Svezia”. Lo studio svela anche in cosa consiste il meccanismo utilizzato per ridurre in modo legale i contributi dovuti al fisco: “Alla base del meccanismo il pagamento da parte delle varie filiali sparse nei vari Paesi di royalties del 3% delle vendite alla sede olandese, l’Inter Ikea Group, controllata da una fondazione, la Stichting Ingka. E’ proprio grazie al pagamento di questi diritti che i negozi possono ridurre la loro base imponibile, mentre i proventi delle royalties non sono tassati in Olanda e sono traghettati in Lussemburgo sotto forma d’interessi su un debito da rimborsare a un’altra società del gruppo, che a propria volta paga al fisco solo lo 0,06% delle cifre ricevute”. Lo studio, hanno spiegato i Verdi europei, è stato inviato oltre che a Repubblica ad altre importanti testate dell’Unione europea per spingere Bruxelles a provvedere con un’apposita legge. Ikea ha replicato con un breve comunicato nel quale afferma di “pagare le tasse in linea con le leggi e i regolamenti, ovunque siamo presenti come rivenditori, produttori o in qualunque altra forma. Abbiamo un forte impegno per condurre le nostre operazioni in modo responsabile e dare un contributo alle società all’interno delle quali operiamo”. Ikea aggiunge che nel 2015 ha pagato tasse sui ricavi per 822 milioni di euro in totale, con una percentuale media di circa il 19%.