Domani in Senato i primi voti sul DDL Cirinnà: Renzi in difficoltà

Il primo voto sulle unioni civili omosessuali sarà domani in Senato. Ed è proprio qui che potrebbe inciampare subito la legge, per via di un emendamento a prima firma Gaetano Quagliariello e Roberto Calderoli: la richiesta di non passare al voto. Una sorta di blocco preventivo che farebbe saltare tutto. «Abbiamo già richiesto le firme per chiedere il voto segreto», dice Quagliariello. E spiega: «Non vogliamo far saltare tutto, semplicemente chiediamo che il testo ritorni in commissione e ci sia quindi un dibattito adeguato». Si arriva al voto del Senato e i nodi da sciogliere sono tanti. A cominciare dal «patto d’onore» che non è ancora stato onorato: ci sono cinquemila emendamenti che la Lega si è impegnata a ritirare in gran parte, in cambio del ritiro dell’emendamento del senatore del Pd Andrea Marcucci, il cosiddetto «super canguro» che taglierebbe via molti di quegli emendamenti. Il capogruppo leghista Gianmarco Centinaio garantisce che li toglierà, ma Calderoli ha posto come condizione che prima di tagliarli bisogna stabilire quali sono ammissibili e quali no. Condizione complicata, visto che l’ammissibilità degli emendamenti viene stabilita una volta arrivati in aula.

Si va al voto e la conta dei favorevoli e contrari è magmatica e difficile.

Dopo che ha dato ai suoi la facoltà di votare secondo coscienza, ieri Grillo, insieme a Casaleggio, si è assunto la responsabilità della scelta e ha precisato: libertà di voto sulle adozioni, ma sì alla legge. I senatori M5S si sono contati: una trentina (su 35) è a favore, ma nel conteggio bisogna sottrarre due senatrici (una ha appena partorito, l’altra è prossima). Ci sono a favore i voti dei verdiniani, diciannove, ma poi bisogna mettere sul piatto della bilancia dei contrari quelli dei democratici cattolici: i firmatari dell’emendamento che trasforma la stepchild adoption in affido rafforzato sono una trentina. E la domanda è: si può pensare che tutti e trenta voteranno contro questa norma dopo che, ancora una volta, Matteo Renzi e Maria Elena Boschi hanno detto di andare avanti sul disegno di legge così com’è?

Nell’aula di Palazzo Madama, domani in Senato cominceranno le votazioni sul ddl Cirinnà

Il M5S ha lasciato libertà di coscienza ai parlamentari sulla stepchild adoption, che i centristi chiedono di stralciare. Il Pd replica: il testo non cambierà ma si è inasprita la posizione di Ncd, con Renato Schifani che ha annunciato di voler far introdurre più scrutini segreti possibile durante la votazione dopo che l’appello di Angelino Aitano, ministro e leader di Ned, non è stato raccolto dal Pd, nemmeno su una virgola. Non era possibile raccoglierlo, secondo i dem, visto che Alfano chiede sia lo stralcio della stepchild adoption, sia la riscrittura di quasi tutti gli articoli della legge per non farla assomigliare a un matrimonio. Intanto anche da Scelta civica si leva una voce. È quella di Enrico Zanetti, segretario politico del partito e viceministro dell’Economia: propone un referendum propositivo sulla stepchild adoption, sulla stessa linea – si legge su “il Corriere della Sera” – di quello che ci sarà ad ottobre per la riforma costituzionale. Ovviamente, questo prevede lo stralcio della norma dal testo di legge.