Lo psicodramma di Marino diventa film. Il Pd si compiace: “Pagina storica”

Addirittura diventa storia un’epoca su cui il Pd dovrebbe stendere un velo pietoso, dimenticare e basta, sperando che anche la gente dimentichi. E invece… l’assurdo. La fine (ignobile) dell’era di Ignazio Marino, l’addio traumatico al Campidoglio e la storia di un partito, il Pd, travolto dallo tsunami Mafia Capitale, ora vengono raccontati attraverso le parole di quegli stessi assessori, consiglieri, militanti, dirigenti locali e nazionali del Partito democratico che ne sono stati parte integrante. Si è avuta infatti dimostrazione dell’istinto autolesionistico di un partito che contempla il suo fallimento nel corso della presentazione a Roma del docu-film “Gli ultimi giorni del coccodrillo” di Claudia Daconto. Presenti alla “Città dell’Altra Economia” Fabrizio Barca, gli ex assessori della giunta del sindaco-chirurgo Estella Marino e Marta Leonori, ex consiglieri comunali dem, da Fabrizio Panecaldo a Giulia Tempesta, da Marco Palumbo a Erica Battaglia, i presidenti dei Municipi Sabrina Alfonsi, Daniele Torquati, l’ex presidente dell’assemblea capitolina Valeria Baglio, ora alla guida del comitato di Roberto Morassut.

Dalla platea: “Fate pietà. Non voterò più Pd”

Insomma, c’era gran parte del centrosinistra presente alla proiezione dell’anteprima che ricostruisce i fatti di una delle pagine più buie di Roma e del Pd partendo proprio dalle testimonianze di molti dei presenti in sala che molto poco gloriosamente possono dire “c’ero anch’io”, avendo vissuto da vicino le vicende che hanno portato alle dimissioni dei consiglieri capitolini e poi dell’ex sindaco. Nelle prime file i vertici del Pd romano. Sembrava che il silenzio fosse l’unico commento adatto a un docu-film impietoso. Ma poi dal silenzio tombale sono emersi alcuni commenti provenienti dalle seconde file in sù. Un gruppo ha accusato il documentario di non aver raccontato la verità sulla fine della giunta Marino e il Pd per come si è comportato in quella occasione. «Fate pietà», ha urlato un uomo al termine della proiezione, aggiungendo: «Una pezza non fa guarire le ferite. Come poteva venire oggi Marino se per tutto il film non ha parlato mai?». Leggendo la ricostruzione su Il Tempo, veniamo asapere che altre persone lo hanno seguito, tra cui due donne che hanno urlato «non voterò più Pd» e «addio Pd».

L’era Marino  tra psicodramma e terapia di gruppo

Alcuni degli esponenti del Pd come «Giulia Tempesta, Daniele Torquati e Fabrizio Panecaldo hanno provato a confrontarsi con questi contestatori tra qualche urla e i tentativi di spiegare le ragioni per cui la giunta Marino non è arrivata a fine legislatura». Tentando di difendere l’indifendibile. Quindi, come nella migliore tradizione Pd, si sono messi a litigare tra loro. C’è stato soprattutto l’ex capogruppo Fabrizio Panecaldo – leggiamo ancora – che per difendersi dagli attacchi,  ha parlato della «presunzione» di Marino e delle sue «decisioni che prendeva da solo». Poi, in una sorta di seduta psicoanalitica,  Panecaldo si è rivolto direttamente all’ex sindaco Marino: «Mi spieghi perché ti ho chiamato dieci volte e non mi hai risposto? Perché non hai voluto incontrare il tuo capogruppo?». Insomma il solito psicodramma Pd, il solito gusto masochistico della terapia di gruppo di un partito a cui dobbiamo lo sfacelo capitolino.