Dai milanesi schiaffo a Pisapia. Solo in 40 ospiteranno un profugo

Brutte notizie per Pisapia. Sono appena 40 le famiglie milanesi (sul milione e mezzo di abitanti e le oltre 400mila famiglie) che si sono candidate a ospitare in casa per sei mesi un rifugiato, titolare di protezione internazionale, ricevendo dal Comune di Milano fino a 400 euro al mese. Questi i dati dell’assessorato comunale alle Politiche sociali sul bando per la sperimentazione sull’ospitalità aperto il 30 dicembre e chiuso a metà gennaio. Il Comune nei prossimi mesi prevede di applicare lo stesso modello anche per ospitare gli sfrattati. «A Milano, la paura fa … 40». Cosi’ Viviana Beccalossi, assessore al Territorio di Regione Lombardia e dirigente di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, ha commentato l’esito del bando del Comune di Milano, voluto fortemente dal sindaco Giuliano Pisapia, che metteva a disposizione il compenso fino a 400 euro per chi avesse voluto ospitare in casa per sei mesi un rifugiato e al quale hanno risposto appena 40 famiglie.

Il flop è uno schiaffo al sindaco di Milano, Pisapia

«Un segnale forte e chiaro – ha commentato l’esponente di Fdi-An – I milanesi temono la presenza di un profugo o presunto tale nella propria casa e soprattutto hanno ancora una propria dignità e la solidarietà e il sostegno a chi è in difficoltà non può tramutarsi in ospitalità di convenienza. «Noi di centrodestra – conclude l’esponente di Fratelli d’Italia – guardiamo alla mitica “Milano con il cuore in mano”, quella in grado di offrire lavoro e servizi e non la condivisione del proprio bagno con un immigrato in cambio di denaro pubblico che ha tutta la parvenza di una mancia elettorale». Un fallimento, quello del bando del Comune di Milano, evidenziato anche da Roberto Maroni. «Quante famiglie ci sono a Milano? Diciamo 400mila, per fare cifra tonda: sarebbe stato un flop anche se a rispondere fossero state 4000, ma addirittura sono state solo 40».  Uno schiaffo in faccia al sindaco Pisapia e alle politiche demagogiche della sua giunta arancione.