La Cirinnà fa la spia e mostra un sms di Airola: “M5S stava per votare sì”

L’sms inviato dal senatore del Movimento 5 stelle Alberto Airola a Monica Cirinnà, in cui preannunciava l’orientamento dei grillino a votare sì all’emendamento canguro, «non era la posizione ufficiale e definitiva del Movimento». A precisarlo lo stesso senatore Airola dopo le polemiche suscitate dalla pubblicazione del suo sms sul sito dell’Unità. Nel messaggio telefonico inviato alla relatrice del ddl sulle unioni civili, Airola scriveva: «Ok stasera il mio gruppo di lavoro sul tuo ddl ha raggiunto ufficiosamente l’accordo di votare il Marcucci». Sono seguite polemiche: il Pd ha attaccato i cinque stelle sostenendo di aver trovato la prova del voltafaccia dei grillini sull’emendamento canguro.

DA AIROLA QUESTO SMS A CIRINNA’

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Ravetto: “Se fossi Airola denuncerei la Cirinnà”

«Ritengo vergognoso che un esponente del Pd – qualora la cosa sia effettivamente avvenuta e verificata – abbia consegnato alla stampa messaggi privati di un esponente del Movimento 5 Stelle». Con queste parole la deputata di Forza Italia Laura Ravetto contesta la scelta della senatrice Cirinnà di divulgare gli sms personali. «Con questo gesto ritengo – ha aggiunto la deputata di Forza Italia – si sia volgarizzato il dibattito sulle unioni civili. Da avvocato suggerirei al senatore Airola del Movimento 5 Stelle – verificata la reale modalità della diffusione – di intraprendere un’azione legale nei confronti di chi ha divulgato la sua corrispondenza privata. Se l’avessero fatto a me, fidatevi – ha aggiunto Ravetto intervenendo alla trasmissione Agorà di Raitre -, avreste assistito alla prima causa risarcitoria da parte di un parlamentare nei confronti di un altro parlamentare. Già è assurdo che il tema dei diritti sia affrontato in questo Paese con tanta aggressività e scontro politico ma con la divulgazione del sms di Airola credo – ha concluso – si sia toccato il fondo».

Il Pd sull’sms di Airola: “È chiaro, decide solo Casaleggio”

Nel Pd non si pongono il problema della scivolata etica della Cirinnà, ma puntano il dito contro i grillino. «La vicenda dei messaggi e i goffi tentativi di giustificazione del senatore Airola per il dietrofront M5S sull’emendamento Marcucci – commenta Marco Di Maio della presidenza del Gruppo Pd della Camera – sono l’ennesima prova schiacciante che in quel movimento non esiste democrazia, che i tanti senatori fanno solo chiacchiere e che le scelte arrivano dallo studio Casaleggio con diktat perentori e indiscutibili, con buona pace della trasparenza e dell’uno vale uno».