E adesso ci pensa Boris Johnson: “Regno Unito fuori dalla UE”

La decisione, anticipata dalla Bbc e annunciata di fronte a decine di giornalisti fuori dalla sua casa di Londra, era attesa da giorni: con la sua fama di personaggio controcorrente e una popolarità trasversale, Johnson, per tutti semplicemente Boris, potrebbe risultare determinante se il voto sulla permanenza nell’Unione europea fosse spaccato, si legge su “la Stampa”.

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A nulla è servito l’appello del premier all’eterno rivale, come lui conservatore. «Vorrei dire a Boris quello che sto dicendo a tutti, che nell’Ue saremo più sicuri e più forti», ha provato a insistere Cameron. Ma Johnson, euroscettico di lungo corso, non ha cambiato idea. Ha elogiato Cameron per il negoziato con Bruxelles, ma ha aggiunto: «Nessuno può realisticamente affermare che si tratti di una riforma fondamentale dell’Ue o del nostro rapporto con l’Ue». Ha definito la sua decisione «tormentata», spiegando che il suo scopo è quello di ridare il controllo del Paese ai cittadini.

«È una possibilità unica di poter fare qualcosa, di riprenderci la sovranità»

Cinquantun anni, ciclista appassionato, sagoma inconfondibile, Johnson è una vera e propria celebrity: chi lo incontra lo chiama per nome e gli chiede un selfie. Auto-ironico come piace agli inglesi, ha la capacità di uscire immune da gaffe e scandali che imbarazzerebbero qualunque altro politico. Nato a New York da famiglia privilegiata e cosmopolita, Johnson è stato un giornalista (famose le sue corrispondenze al vetriolo da Bruxelles per il «Daily Telegraph») e personaggio televisivo, ha scritto libri di storia e biografie, da ultima quella su Churchill, il suo eroe politico.

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Per i nemici è semplicemente un buffone, ma chi lo conosce giura che dietro il sorriso affabile si nasconde un politico ambizioso. Calcolo politico Lo sa bene Cameron, che conosce Boris dai tempi di Eton e Oxford, dove entrambi hanno fatto parte del famigerato Bullingdon Club, gruppo universitario di studenti ricchi e debosciati. Da politici, i due si sono presi in giro giocando a chi fosse il migliore. Cameron è arrivato più in alto, ma Boris è indicato come uno dei suoi potenziali successori alla guida del partito e del Paese.