«Checche isteriche»: i gay denunciano Formigoni e chiedono il risarcimento

Un format di esposto da compilare e inviare alla Procura di Milano, contro il tweet sulle checche isteriche scritto dal senatore Ncd Roberto Formigoni in merito alle unioni civili. L’hanno predisposto e messo a disposizione gli avvocati di Gaylex Cathy La Torre e Michele Giarratano. «Non possiamo più permettere che un senatore della Repubblica, stipendiato da tutti noi, si permetta di offendere milioni di persone», dice La Torre. Il 6 febbraio Formigoni ha scritto su Twitter: «Odore della sconfitta su #Cirinnà sta procurando crisi isteriche gravi su gay, lesbiche, bisessuali e checche varie. Non è bello, poverini». L’esposto chiede ora di accertare i fatti, valutare eventuali reati, individuare il responsabile e procedere. «In assenza di una normativa specifica sull’omofobia – spiega La Torre – sappiamo che è un’azione più simbolica che sostanziale». Che creerà una sorta di “bombing”: «Sono già 3.000 le persone che lo hanno inviato». Intanto i legali valutano un’azione civile di risarcimento danni.

Le checche isteriche e Formigoni: si scatena la sinistra

Già al momento del tweet sulle checche isteriche erano arrivati fulmini politici. «Mi offro di assistere gratuitamente ogni checca come me che voglia denunciare il sen. Formigoni», aveva scritto Cathy Latorre, capogruppo di Sel al Comune di Bologna. Latorre è esponente nazionale del mondo Lgbt. E ci si era messo anche Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia. «Chiediamo al presidente del Senato Pietro Grasso di far sentire la sua voce: non è possibile che un rappresentante del popolo possa impunemente rivolgere epiteti così offensivi senza che le istituzioni reagiscano». Formigoni non si è scusato. Anzi, per certi aspetti, ha rincarato la dose: «Accetto di essere criticato, non di essere distorto, stravolto, strumentalizzato. Nel mio tweet non ho insultato nessuno, mi sono limitato a constatare che alcune persone gay, lesbiche ecc… stanno avendo crisi isteriche. Il testo è inequivocabile, si tratta di alcune specifiche persone (a me note) e non di una annotazione generale rivolta erga omnes. Del resto la lingua italiana è precisa: in italiano, l’assenza dell’articolo determinativo indica chiaramente che si tratta di casi specifici. Se avessi voluto offendere un intera categoria di persone avrei usato l’articolo determinativo: i gay, le lesbiche ecc.».