Centrodestra ragiona su Roma: da evitare il suicidio dei due candidati

Su Alfio Marchini permane il veto di Giorgia Meloni, che non si può candidare, ma non ha nemmeno lanciato un nome alternativo. Salvini vorrebbe Marchini, ma non a costo di rompere il patto con l’alleata. Berlusconi spera ancora in Bertolaso (il cui rifiuto pare definitivo) e ripensa al generale Leonardo Galitelli, mentre almeno mezza Forza Italia fa il tifo per Marchini (e a microfoni spenti dice cose durissime sulla leader di Fratelli d’Italia). Per gli azzurri e la Lega la partita è molto più grande di ciò che sta dentro al raccordo anulare. Nei sondaggi cittadini Forza Italia è data attorno al 7-9% e la lista Noi per Salvini poco più in basso. Se il candidato col quale saranno in cordata non vincerà, il peso dei due partiti nel consiglio comunale sarà irrilevante: la delegazione in Campidoglio sarà limitata (se andrà bene) a un paio di consiglieri per lista.

Il fronte moderato potrebbe avere due candidati. Gasparri: “un suicidio da impedire”

Si può pretendere di guidare il Paese se nella capitale la tua presenza è al lumicino? Tutto cambierebbe se a Roma il loro candidato vincesse: Forza Italia e Lega sarebbero sovrappresentate in Campidoglio e ci sarebbero onori e gloria per tutti. Ma Marchini, che si presenta come anti-renziano e si rivolge soprattutto al popolo di centrodestra, oggi non è il candidato della coalizione e rischia di non esserlo mai. Se – si legge su “Libero” – non si troverà l’accordo per presentare un’unica candidatura, l’elettorato moderato andrà diviso ai seggi e ciao Campidoglio. «Insisteremo sino in fondo per dare a Roma un’alternativa alla sinistra, ma il nostro atteggiamento verso il centrodestra non può essere come quello di Ncd dinanzi a Renzi: saremmo inutili e controproducenti. Per questo si va avanti», avverte Gaetano Quagliariello, che col suo movimento Idea spinge le candidature di Marchini, Passera, Lettieri e di altri aspiranti sindaco “civici” avversari del Pd.

Marchini, Passera, Lettieri: ecco gli aspiranti sindaco “civici” anti PD

Tra la grande vittoria e la grande guerra fratricida il confine è labile. Maurizio Gasparri, uno degli azzurri che non si rassegna a morire renziano, fa una promessa: «Presentare due candidature di area moderata è un suicidio che chi ha cervello cercherà di impedire in ogni modo, sino all’ultimo, nei confronti di chiunque».