Centrodestra, c’è chi dice sì: Parisi si candida a sindaco di Milano

Ci ha pensato Stefano Parisi a risparmiare al centrodestra l’ennesima giornata di passione. L’ex-direttore generale di Confindustria nonché city-manager di Milano con Gabriele Albertini sindaco, ha infatti accettato l’investitura a guidare il centrodestra alla reconquista di Palazzo Marino. L’annuncio è arrivato proprio nel bel mezzo di una giornata aperta dall’indisponibilità di Matteo Salvini a partecipare al vertice a Palazzo Grazioli con Berlusconi e Giorga Meloni convocato per dirimere la questione del candidato sindaco di Roma.

Il plauso di Albertini (Ncd): «Stefano? Veramente in gamba»

E che Parisi abbia fatto mostra di eccezionale tempismo, lo conferma la circostanza che a darne l’annuncio è stato proprio Albertini, oggi senatore del Ncd e quindi fuori dal perimetro della coalizione immaginata dal leader leghista. Almeno fino a ieri. Ora chissà. Alla trasmissione di RadioDue Un giorno da Pecora, Albertini ha rivelato da aver ricevuto alle 12,57 un sms in cui il suo ex city-manager o informava della sua decisione di contendere a Giuseppe Sala l’elezione a sindaco di Milano. Un messaggio non solo amicale ma soprattutto politico: «Caro Gabriele, mi candido. Mi emoziona l’idea di poter tornare a palazzo Marino dove abbiamo passato insieme un periodo bellissimo. Spero davvero di poterti avere vicino nei prossimi mesi, ti ho cercato riprovo nel pomeriggio. Un forte abbraccio». E la risposta di Albertini lascia intendere che l’appello non è caduto nel vuoto: «Stefano Parisi è una delle persone migliori che abbia mai conosciuto, e sarà lui il candidato del centrodestra».

Su Parisi coalizione compatta. Toti: «Uniti vinciamo»

La candidatura di Parisi consente ora al centrodestra di concentrarsi sulla campagna elettorale. Sarà una battaglia durissima, da combattere con la consapevolezza che il governo nazionale sarà schierato ventre a terra in difesa di Sala, simbolo del renzismo milanese. Parisi ne è ben consapevole e in una nota parla della sua come «una scelta difficile» perché «implica un profondo cambiamento delle mie prospettive di vita e professionali». La spinta decisiva a farlo accettare – come lui stesso rivela – è venuta «dall’aver verificato che intorno al mio nome si è coagulato il consenso di tutte le componenti dell’area che è oggi al governo della regione Lombardia». Compreso il Ncd. E il candidato ringrazia tutti, i leader della coalizione e «i tanti che in questi giorni mi hanno manifestato il loro entusiasmo e il loro appoggio, a cominciare da Gabriele Albertini e Letizia Moratti». «Il centrodestra unito vince anche a Milano», è il commento via tweet del governatore della Liguria, Giovanni Toti mentre di «ottima notizia» parla il presidente della giunta regionale, Roberto Maroni. «Gratitudine» per la decisione di scendere in campo ha invece manifestato la coordinatrice di FI in Lombardia, Maria Stella Gelmini.