Catania, sparatoria durante una rapina in centro: ferito un gioielliere

Ancora una rapina. Ancora una sparatoria. Ancora un gioielliere ferito costretto a guardare la morte in faccia nel tentativo di difendersi dall’aggressione armata di due banditi. Ancora due rapinatori in fuga. Nessuna polemica, però, ha accompagnato il resoconto degli eventi. Almeno al momento: cosa che non si sarebbe verificata, magari, laddove il derubato avesse provato a reagire colpendo il malvivente in azione, scatenando crociate contro lo Stacchio, il povero Ermes Mattielli, o l’ex poliziotto di turno, notoriamente accusati, indagati, processati dalle autorità come dall’opinione pubblica e dalla tv…

Sparatoria durante una rapina, ferito il gioielliere

Tutto è accaduto a Catania, in pieno centro storico cittadino, alla rivendita Lanzafame di via Vittorio Emanuele, nelle scorse ore presa di mira da due banditi. I quali, sorpresi dal tentativo di difendersi messo in atto del gioielliere, hanno risposto sparando e ferendolo nel suo negozio. L’uomo è stato centrato all’addome e trasferito d’urgenza in ospedale, dove è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. Sul posto la polizia di Stato e la Squadra mobile della Questura hanno fatto i dotuti rilievi e ascoltato chi può aver visto qualcosa di utile per le indagini.

La sparatoria dopo una colluttazione durante il colpo

E solo in un secondo momento si è appreso che la persona rimasta ferita nella sparatoria esplosa all’improvviso durante il tentativo di rapina, è il figlio trentenne del titolare della gioielleria, che si trova vicino la centralissima piazza duomo. Secondo la prima ricostruzione della Polizia di Stato ci sarebbe stata una concitata colluttazione con due banditi che poi, dopo aver sparato, si sarebbero dati immediatamente alla fuga. La vittima è stata condotta nell’ospedale Garibaldi e, contrariamente a quanto si era appreso in un primo momento, le sue condizioni non sarebbero gravi. Per un fortunato caso stavolta gli eventi non sono precipitati. Ma se le cose fossero andate diversamente, invertendo i ruoli di vittima e carnefice?