Carlo Verdone attacca Renzi: «Cosa stai facendo per i giovani? Niente»

Se ci si mette pure Carlo Verdone allora si che per Matteo Renzi sono guai. Significa, per lo meno, che l’infatuamento per il cazzaro toscano sta rapidamente svanendo. A ogni latitudine e tra ogni categoria sociale. Tempi duri per il premier fanfarone. Con tutti i guai che c’ha, con l’Alfano gaudente e il Verdini suadente, con la Boschi imbrigliata dall’Etruria (nel senso della Banca) e i conti di Padoan in picchiata, ci mancava pure l’affondo di Carlo Verdone. Perché, come deve a suo tempo avergli spiegato Valterino Veltroni, se anche il mondo del cinema comincia a remarti contro allora sì che sono affari seri. Intervistato dal Corriere della Sera Tv, il regista e attore romano, non la prende affatto sul ridere. Anzi, si fa serio e, a domanda su Renzi, esclama:”Gli direi: cos’hai fatto per i giovani? E se lui mi dicesse “ho fatto..” gli direi “no, non hai fatto niente…!“. Accusa semplice quanto vera quella mossa da Verdone. Renzi non ha fatto niente per i giovani. Ecco il primo, vero impatto della narrazione renzista con la realtà. Ecco il vero problema. La realtà dei fatti. Una riforma fuffa della Costituzione, una finta abolizione delle province con tanto di potere lasciato in capo a Regioni sanguisuga, ottanta euro in busta paga che tornano indietro sotto forma di tasse e balzelli vari, una riforma del mercato del lavoro (Jobs Act) che non riforma nulla, non fa crescere l’occupazione ed elimina le garanzie sociali: eccolo il percorso del prestigiatore toscano! Ecco il nulla che ha fatto per l’Italia e che anche Verdone gli rinfaccia. Nulla per noi, per i giovani, ma tanto, tantissimo per i suoi amici vechhi e nuovi e per la sua cerchia: l’occupazione a tappeto di tutto quel che di occupabile c’era. Niente di niente per noi e di tutto e di più per i suoi: eccolo l’epitaffio che saluterà l’uscita di scena di Matteo Renzi. Che non è più così remota. Perchè se pure uno come Carlo Verdone comincia chiedergli conto delle promesse mancate, allora vuol dire che la misura è colma. E che il declino è in atto.