Brindisi, lascia il sindaco Pd arrestato per corruzione. Si vota a giugno

Ha anticipato i consiglieri comunali e ha rassegnato le dimissioni «irrevocabili» dalla carica di sindaco di Brindisi alle 8 di questa mattina Mimmo Consales, (a destra nella foto con Massimo D’Alema) agli arresti domiciliari con l’accusa di corruzione per una presunta tangente di 30.000 euro nel settore dei rifiuti. In mattinata è prevista da parte dei notai la consegna delle firme dei consiglieri comunali che hanno deciso di dimettersi in massa. Il consiglio sarà quindi sciolto subito dopo: le dimissioni del sindaco sarebbero comunque diventate effettive tra venti giorni. Il passo indietro dei componenti dell’assise consentirà a Brindisi di andare al voto a giugno.

L’accusa per il sindaco di Brindisi: mazzetta da 30mila euro

Nell’inchiesta dei pm Giuseppe De Nozza e Savina Toscani sono ipotizzate anche la frode in pubblica fornitura, la truffa e la gestione abusiva di una discarica. È coinvolto l’imprenditore della ditta Nubile, Luca Screti, che pagando una tangente da 30mila euro per un debito complessivo di 315 mila euro del primo cittadino con Equitalia avrebbe ottenuto in cambio la possibilità di gestire “irregolarmente” un impianto di biostabilizzazione dei rifiuti. Screti si trova in carcere. Ai domiciliari è finito anche Massimo Vergara, commercialista di Lecce, capo ufficio amministrazione della stessa Nubile, che avrebbe materialmente fornito a Consales i contanti per saldare il debito. C’è poi, indagato a piede libero, un altro dipendente della società: Marcello Caramuscio, che avrebbe invece organizzato incontri “privat”‘ tra il sindaco e l’imprenditore per discutere però di questioni istituzionali.