La “Brexit” si avvicina: Ue terrorizzata dalle decisioni di Londra sul voto

L’Unione europea sempre più in crisi: il premier britannico David Cameron è impegnato nelle ultime decisive ore di colloqui prima del vertice europeo di giovedì e venerdì. Spera di raggiungere l’accordo con l’Ue per poi annunciare la data del referendum sulla Brexit già venerdì pomeriggio anche se il Guardian rivela una serie di ostacoli – come l’opposizione di alcuni Paesi dell’est Europa alle restrizioni del welfare britannico per gli stranieri – e il Times parla di un primo ministro molto stressato e in uno dei momenti più difficili della sua carriera politica. Tutti i leader europei cercano di scongiurare quella che considererebbero un’autentica catastrofe: «Lavoriamo per un risultato che alla fine produca vantaggi per la Gran Bretagna ma anche per la Germania e l’Europa», ha detto Angela Merkel nella dichiarazione del governo al Bundestag sul vertice Ue del 18 e 19 febbraio che all’ordine del giorno ha le questioni della Brexit e dei migranti. «Le richieste di David Cameron sono in molti punti giuste e comprensibili – ha aggiunto la cancelliera – e sono da noi condivise, come maggiore competitività, più trasparenza e meno burocrazia». Terrorizzata anche Parigi: «L’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea sarebbe uno shock per l’Europa», ha detto infatti il premier francese, Manuel Valls.

Renzi su Brexit: rispetto le decisioni degli inglesi

Ne ha parlato anche il premier italiano Matteo Renzi alla Camera: «Se un grande Paese decide di giocare la carta del referendum, non ci sono motivazioni politiche che possono farci sostituire al capo di quel governo. Se Cameron ha deciso di portare al voto la Gran Bretagna, va rispettata la volontà sovrana. Io credo – ha proseguito – che non possiamo giudicare un governo che vuole fare un referendum su un tema decisivo ma spero che nelle prossime ore si possa raggiungere un buon compromesso che non può portare al ridimensionamento del ruolo dell’euro e della filosofia dell’Unione. E non può mettere in discussione i diritti sociali. Spero si possa trovare un’intesa nell’interesse di tutte le parti al tavolo». Ma in serata un secco comunicato proveniente da Bruxelles gela tutti: «Dopo le consultazioni nelle ultime ore devo dichiarare con franchezza che non c’è ancora garanzia che raggiungeremo un accordo per evitare la Brexit». Lo scrive il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, nella lettera di invito formale ai 28 leader europei. «Dissentiamo su alcune questioni politiche – continua Tusk – e sono pienamente consapevole che sarà difficile superarle. Pertanto vi esorto a restare costruttivi. Un fallimento sarebbe una vittoria geopolitica per chi cerca di dividerci».