Bertolaso: «Vanno difesi i cittadini che vivono male a causa dei rom»

A proposito di rom «di ruspe ne parlano in tanti: io parlo di sistemi per evitare che vivano nell’illegalità e voglio dare priorità a quei cittadini che a causa dei rom si trovano in situazioni invivibili. Io sto studiando soluzioni». Lo ha detto il candidato del centrodestra al Campidoglio Guido Bertolaso a Repubblica Tv, aggiungendo che «certo, se creiamo nei loro Paesi condizioni diverse forse in Italia ne vengono di meno». E ha proseguito: «Non me ne vogliano i cittadini dell’Aquila ma Roma è una città terremotata, bombardata in cui si vive con difficoltà. Chi la ricostituisce? C’è chi fa polemica e chi si è gettato a lavorare. Io ci ho messo la faccia e ho un curriculum, gli altri?». E racconta come è ritornato sulla sua decisione: dopo aver detto che non poteva candidarsi a sindaco per motivi personali il candidato sindaco di centrodestra dice: «Non pensavo più all’ipotesi di candidatura: mi leggono un comunicato congiunto di Berlusconi, Meloni e Salvini che chiedevano la mia candidatura. È stato un fulmine a ciel sereno». Bertolaso ha spiegato di aver «parlato con Meloni che mi ha confermato il suo appoggio e con Salvini e gli ho detto che mi lusingava il suo appoggio anche se politicamente possiamo avere idee diverse. Lui mi ha risposto di puntare su di me perché vogliamo vincere».

Bertolaso: vincerò, come gli Stadio a Sanremo

Ma sul leader della Lega e sulla sua iniziativa del prossimo fine settimana nella capitale, dice: «Bisognerà vedere come la vedranno i romani, in quanti andranno ai gazebo e cosa diranno. Temo che saranno gazebo molto frequentati da persone vicine ad altri candidati rispetto a quello che è l’obiettivo diretto di Salvini. La cosa mi sembra ammissibile perché siamo in democrazia; il problema per Salvini sarà cosa diranno i romani», ha concluso. «Se sarò eletto sindaco – ha aggiunto – per cinque anni dovrò fare come ho fatto per i funerali di Giovanni Paolo II quando sono rimasto a sorvegliare ciò che accadeva nelle zone limitrofe a via della Conciliazione giorno e notte; l’unico modo per governare una città complessa e delicata come Roma è stare per strada e metterci la faccia. Fare il sindaco è difficile, bisogna stare sul pezzo e non si può delegare nulla soprattutto in una città così complessa come Roma». Non poteva mancare, nell’intervista a Repubblica Tv, un cenno alle vicende giudiziarie: «Quando mi è stato chiesto di candidarmi ho sottolineato il fatto che mi trovavo in condizioni processuali problematiche; ne ho spiegato le ragioni e ho ricordato che parliamo di vicende accadute sei anni fa e per sei anni mi sono messo nelle braccia della magistratura». Bertolaso ha ricordato di aver «lasciato tutte le attività istituzionali e di non aver polemizzato con nessuno e mi sono dedicato ad altro aspettando che la giustizia facesse il suo corso. Ancora sto aspettando due processi». Il candidato di centrodestra ha così concluso: «È vero che non sono più giovanissimo ma, se gli Stadio hanno vinto a Sanremo forse qualche speranza ce l’abbiamo. Magari gli Stadio li hanno votati anche i giovani. Fatemi lavorare, fatemi parlare con la gente perché io voglio essere il sindaco dei cittadini romani e non di una parte politica. Se avessi l’onore di diventare sindaco della città più bella del mondo vi farò vedere chi è Guido Bertolaso», ha concluso.