Berlusconi spiato, il centrodestra: «Renzi convochi i servizi segreti»

La notizia che Berlusconi era spiato dalla Nsa provoca reazioni furibonde nel centrodestra e avvolora la tesi del complotto contro il governo del Cavaliere. «Abbiamo assistito a stragi, “incidenti aerei”, terrorismo “rosso e nero”, complotti internazionali – ha detto Fabio Rampelli, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera –  Fatti tragici e sanguinosi sui quali l’Italia non è ancora riuscita a fare chiarezza. Ma quello che leggiamo ora esce fuori da qualsiasi déjà vu. Sono anni che si parla nei libri e nei giornali di quel periodo antecedente alle dimissioni di Berlusconi da capo del governo». Per Rampelli «le continue rivelazioni danno ormai alla vicenda del complotto un carattere di semiufficialità. Le ultime poi sono di una gravità inaudita e dovrebbero indurre il presidente del Consiglio all’immediata convocazione dei servizi segreti e il Parlamento a una riunione d’urgenza per capire se siamo ancora una nazione indipendente». Intanto, ha aggiunto Rampelli, «rivendichiamo la necessità di cambiare la legge istitutiva del Copasir trasformandolo sul modello della Vigilanza Rai: non si possono dare diritti di vigilanza a tutte le forze politiche sull’informazione e non sulla sicurezza nazionale. Tutti i gruppi, di maggioranza e opposizione devono farne parte».

Berlusconi spiato e la reazione di Forza Italia

Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera ha sollecitato a Renzi «a chiedere conto al presidente Usa sulle intercettazioni della Nsa. Il presidente Renzi venga in aula a spiegare cosa sia successo e manifesti verso la Casa Bianca la stessa indignazione che il governo tedesco espresse quando emerse la notizia delle intercettazioni del telefono cellulare della Cancelliera Angela Merkel». Si tratta, ha spiegato Brunetta, «di cose di una gravità estrema. Chi è oggi il vero obiettivo di questa divulgazione di informazioni? Forse il governo in carica?».  Paolo Romani, capogruppo azzurro al Senato, dal canto suo ha sottolineato che «è  grave che Nsa si sia presa la libertà di intercettare sul territorio italiano al massimo livello e di questo non ha minimamente informato il governo italiano che, a fronte di alcune nostre interrogazioni, ha sempre detto che si trattava di fatti non veri. Ora mi sembra obbligatorio che l’esecutivo dia una risposta chiara. D’altra parte – ha proseguito Romani – quello che è accaduto in Germania non fa che avvalorare ciò che aveva anticipato Assange. C’è anche da tener conto che spesso nel passato, per i teatri di guerra, i cosiddetti “five eyes” (cioè America, Gran Bretagna, Canada, Nuova Zelanda e Australia, e cioè i paesi di lingua anglosassone) avevano una condivisione di informazioni nella lotta al terrorismo mai condivisa con gli alleati, anche con paesi come l’Italia che comunque partecipava ad azioni di guerra. Avevano un sistema di intelligence mondiale in cui alcuni paesi avevano un ruolo molto più avanzato e legale rispetto anche a paesi amici. Ora quindi vale la pena di fare chiarezza».