Berlino dà l’allarme: spariti nel nulla 143mila “profughi” entrati in Germania

Circa 143mila profughi, e cioè il 13%, uno su otto di quelli arrivati nel 2015 in Germania, sono scomparsi: è la allarmata stima del ministero dell’Interno tedesco, in una risposta a una interrogazione parlamentare della Linke, secondo quanto la Sueddeutsche Zeitung riporta. Secondo il ministero diversi scenari che possono spiegare il fenomeno: la possibilità che i richiedenti asilo abbiano proseguito il viaggio verso altri Paesi, o che si siano dati all’illegalità, nel qual caso salirebbe il perciolo di terrorismo nelle città occidentali. Intanto sale la tensione in Grecia: Atene ha detto no al ministro dell’Interno austriaco Johanna Mikl-Leitner, che aveva chiesto di recarsi nella capitale greca per spiegare la posizione del suo Paese sul tema migranti. Lo afferma l’agenzia statale greca Ana-Mpa, citando fonti diplomatiche per le quali la visita non avverrà finché l’Austria continuerà a prendere misure unilaterali. Giovedì Atene – fortemente irritata dalla convocazione del vertice Austria-Balcani dal quale è stata esclusa – ha richiamato in patria il proprio ambasciatore a Vienna. Il governo greco ha dato il via a un piano temporaneo di riduzione del traffico marittimo dei traghetti, per limitare l’afflusso dei migranti dalle isole. Il ministro dei Trasporti, Thodoris Dritsas, citato dai media di Atene, precisa che la misura ha l’obbiettivo di creare nuovi centri temporanei di accoglienza nelle regioni interessate dal fenomeno. Anche Bruxelles si preoccupa: «Le autorità greche stimano che ci siano circa 25mila migranti attualmente presenti sul loro territorio»; a questo si aggiungono «due-tremila nuovi arrivi al giorno. La priorità della Commissione europea è evitare che ci sia una crisi umanitaria in Grecia», dice infatti Natasha Bertaud, portavoce della Commissione Ue per l’Immigrazione.

Gasparri: suicide le politiche sui “profughi”

«Per questo motivo – afferma ancora Bertaud – non siamo solo in contatto con le autorità, ma siamo anche presenti nel Paese per mettere in atto tutto il possibile, per essere sicuri che questa crisi non abbia luogo. Il ministro della Difesa greco ci ha detto che hanno intenzione di aprire 20mila posti d’accoglienza aggiuntivi nel nord della Grecia – spiega – per affrontare la situazione nell’immediato. La Commissione Ue segue da vicino tutto quello che accade. Siamo pronti a utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione. Lavoriamo con le autorità greche e tutte le agenzie internazionali presenti», aggiunge. In particolare il portavoce fa riferimento a «un meccanismo di aiuto umanitario che potrebbe essere messo in funzione all’interno dell’Ue», attualmente in corso di preparazione, dopo la decisione al vertice dei leader dei 28 della scorsa settimana. Sulla vicenda interviene il senatore Maurizio Gasparri, di Forza Italia: «Fanno bene alcuni Paesi soprattutto dell’Est Europa a opporsi alle fallimentari politiche comunitarie sugli immigrati. Questa autentica invasione va fermata con misure decise e se l’Europa non fa nulla di concreto è giusto che i governi nazionali agiscano in autonomia. L’Italia è l’unico paese che invece continua con una politica sbagliata e suicida. Le nostre navi proseguono nel trasporto di clandestini mentre le stime degli sbarchi previsti per i prossimi mesi sono decisamente al rialzo. Piuttosto che attuare un blocco navale nel Mediterraneo e fermare il traffico degli scafisti, il governo Renzi si appresterebbe addirittura a confiscare le case degli italiani per darle agli stranieri. Una vergogna assoluta che va impedita».