Banche, a breve gli indennizzi? Risparmiatori con il fiato sospeso

Arriverebbero la prossima settimana i provvedimenti  – un decreto interministeriale Economia-Giustizia ed un decreto del presidente del Consiglio (Dpcm) – per dare finalmente il via libera agli indennizzi dei risparmiatori che hanno perso i propri risparmi a causa del salvataggio delle quattro banche: Etruria, CariChieti, Banca delle Marche, CaRiFerrara.

L’annuncio è stato più volte disatteso

Non è la prima volta che trapelano indiscrezioni circa l’imminenza di un provvedimento molto atteso da migliaia di risparmiatori truffati dai quattro istituti di credito. Questa volta, tuttavia, la tempistica viene confermata da diverse fonti, anche se le stesse fonti hanno precisato che alcune norme sarebbero comunque ancora in discussione per le ultime limature. Il governo teme, infatti, la pioggia di ricorsi che il provvedimento potrebbe scatenare. Come si ricorderà, la soluzione adottata dall’esecutivo per la risoluzione delle crisi prevede la separazione della parte “sana” della banca (attività di bilancio non in sofferenza) da quella “cattiva” (crediti in sofferenza, quelli cioè considerati ormai inesigibili). Un escamotage utile a rimettere in piedi la banca con identica denominazione di quella originaria “depurandola” delle passività “in sofferenza” per farle proseguire nell’attività. Tutto il resto, viene messo in liquidazione.

Lo scandalo delle banche ha investito il governo Renzi

Ma il problema più spinoso riguarda appunto la tutela dei risparmiatori. E bisognerà vedere se il provvedimento che Renzi sfornerà a breve quanti ne riuscirà ad indennizzare e quanti invece resteranno a mani vuote dopo aver visto andare in fumo – per essersi fidati di banche che li hanno invece raggirati – i sacrifici di una vita di lavoro. Tra questi, vi sono certamente quanti hanno sottoscritte con una delle quattro banche le cosiddette obbligazioni subordinate, sul cui rischio non erano stati adeguatamente informati dai responsabili degli istituti di credito. Lo scandalo delle quattro banche ha investito direttamente il governo per il ruolo avuto all’interno del cda di Banca Etruria da Pier Luigi Boschi, il padre di Maria Elena, ministro delle Riforme e principale collaboratrice del premier.