Autobomba dell’Isis contro i militari in Siria, ma la tregua regge (video)

Un’autobomba è esplosa sabato mattina presso una città della Siria centrale uccidendo due persone: l’attentato segue di qualche ora l’entrata in vigore nel Paese di una tregua negoziata tra Russia e Stati Uniti. Lo riporta la tv statale siriana. L’attacco è avvenuto alle porte della città di Salamiyeh, nella provincia di Hama. Secondo l’Ondus (Osservatorio nazionale per i diritti umani) sono due militari le persone uccise dall’autobomba. La stessa ong attribuisce la responsabilità dell’attentato all’Isis.

In Siria denunciate due violazioni del cessate in fuoco

Attivisti all’opposizione in varie parti del Paese hanno detto che la situazione è «calma» esprimendo comunque «cautela». Alcune violazioni della cessazione delle ostilità scattata da mezzanotte sono state denunciate nelle ultime ore. L’Ondus, in particolare, afferma che l’artiglieria turca ha nuovamente bombardato le forze curde dell’Ypg che nella provincia di Raqqa combattono l’Isis in una regione verso il confine turco. Da parte sua, il gruppo islamista ribelle Jaish al Islam afferma che elicotteri governativi hanno sganciato due barili bomba sulle sue postazioni nei pressi di Damasco. Secondo diverse fonti, tuttavia, la cessazione delle ostilità sembra tenere nonostante queste limitate violazioni. La tregua non riguarda i combattimenti contro l’Isis e il Fronte al Nusra, considerati sia dalla Russia sia dagli Usa come organizzazioni “terroriste”.

La tregua in Siria non riguarda le offensive anti-Isis

Nella provincia di Raqqa gli scontri oppongono i curdi dell’Ypg ai miliziani dello Stato islamico intorno alla cittadina di Tal Abiad, a nord del capoluogo. Mentre continuano i combattimenti tra l’esercito siriano e l’Isis a sud della cittadina di Khanaser, lungo la strada che collega Aleppo al resto dei territori sotto il controllo governativo, che nei giorni scorsi era stata interrotta da un’offensiva dei jihadisti. La Russia ha annunciato di avere bloccato tutti i raid aerei nelle zone della Siria interessate dalla tregua: lo ha reso noto un alto ufficiale dell’esercito, il generale Sergei Rudskoy. Secondo il generale 17 gruppi armati hanno indicato che aderiranno alla tregua.