Assange “detenuto arbitrariamente” per l’Onu. Ma Londra non cede

Il fondatore di WikiLeaks Julian Assange è stato “arbitrariamente detenuto” da Svezia e Regno Unito dal suo arresto a Londra il 7 dicembre 2010, a seguito dell’azione legale contro di lui di entrambi i governi. Lo conferma un comunicato reso noto a Ginevra sulle conclusioni del Gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria sul caso “Assange”. Il gruppo di esperti dell’Onu esorta Svezia e il Regno Unito a porre fine alla privazione di libertà dell’attivista australiano e ritiene che dovrebbe essergli riconosciuto” il diritto al risarcimento”. Il gruppo di esperti invitata le autorità svedesi e britanniche a rispettare l’integrità fisica e la libertà di movimento di Assange. “Il gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria ritiene che le varie forme di privazione della libertà a cui Julian Assange è stato sottoposto costituiscono una forma di detenzione arbitraria”, ha detto Seong-Phil Hong, che dirige il gruppo di esperti. Il fondatore di Weakileaks – ricorda la nota dell’Onu – è stato detenuto in carcere e poi agli arresti domiciliari e si quindi rifugiato presso l’ambasciata dell’Ecuador a Londra nel 2012 dopo aver perso il suo appello presso la Corte Suprema del Regno Unito contro la sua estradizione in Svezia, dove è stata avviata un’inchiesta giudiziaria contro di lui relativa a denunce di abusi sessuale da parte di due donne. Tuttavia, non è stato formalmente accusato, aggiunge.

Per gli esperti dell’Onu Assange deve essere risarcito

Nel suo parere ufficiale – spiega il comunicato – il gruppo di lavoro ritiene che Assange sia stato sottoposto a diverse forme di privazione della libertà: la detenzione iniziale nella prigione di Wandsworth a Londra, seguita da arresti domiciliari e quindi l”autoesilio’ presso l’ambasciata dell’Ecuador. Gli esperti ritengono anche che la detenzione risulta arbitraria perché Assange è stato tenuto in isolamento nel carcere di Wandsworth ed a causa di una mancanza di diligenza da parte dell’Ufficio del procuratore svedese nelle sue indagini che ha portato a una lunga privazione di libertà. Le reazioni dell’Inghilterra e della Svezia al comunicato dell’Onu non si sono fatte attendere. Il governo britannico rifiuta di accettare le conclusioni in favore di Julian Assange dei 5 giuristi indipendenti che compongono Gruppo di lavoro dell’Onu sulla Ingiusta Detenzione e non intende dunque permettere al fondatore di Wikileaks di lasciare liberamente la sede dell’ambasciata dell’Ecuador a Londra dove ha trovato rifugio oltre tre anni fa. Lo ribadisce  un portavoce del Foreign Office, insistendo che la valutazione del panel dell’Onu “non cambia nulla” e annunciando l’intenzione della autorita’ del Regno Unito di “contestare formalmente questo parere”. La procura svedese, da parte sua, liquida la richiesta del comitato Onu di liberare e risarcire Julian Assange come un appello “che non ha nessun impatto sull’inchiesta in corso, sulla base della legge svedese”.