Apple attacca la Casa Bianca: i poteri forti stanno scaricando i democratici?

Stavolta l’attacco è diretto: «Con tutto il dovuto rispetto, ritengo che ci siano carenze di leadership alla Casa Bianca su questo tema». Lo ha detto, secondo le ricostruzioni del New York Times, l’amministratore delegato di Apple, Tim Cook, negli incontri con i vertici della sicurezza nazionale americana per risolvere la disputa con l’Fbi sullo sblocco dell’iPhone del killer di San Bernardino. Cook avrebbe detto che «i dispositivi criptati come l’iPhone sono qui per restare e che le autorità devono trovare nuove strade consone a un nuovo mondo». Sembrerebbe che i poteri forti abbiano abbandonato Obama e i democratici. Tim Cook comunque continua a piacere ad una larga fetta dell’elettorato americano, con una popolarità che non appare scalfita dal braccio di ferro tra le Apple e il governo americano, anzi, forse proprio grazie a questo. Il numero uno della casa di Cupertino, secondo l’ultimo sondaggio di Morning Consult, piace a circa quattro elettori su dieci (il 39%). Meglio di lui tra i Ceo della Silicon Valley solo il guru di Facebook Mark Zuckerberg, che raccoglie il 48% dei consensi. Sul terzo gradino del podio il numero uno di Amazon Jeff Bezos col 38%.

Anche Jesse Jackson appoggia il guru della Apple

Nelle ultime ore, il braccio di ferro era andato avanti a toni forti: «Se la Apple perderà questa battaglia ci ritroveremo in uno stato di polizia», aveva affermato il legale della casa di Cupertino, Ted Olson, in un’intervista alla Cnn, in cui ribadiva il rifiuto del gruppo di fornire all’Fbi la tecnologia necessaria per sbloccare gli iPhone. Olson mette quindi in guardia dalla possibilità di «un governo con poteri illimitati che potrà sempre ascoltare le nostre conversazioni telefoniche». Olson ha sottolineato che se Apple dovesse cedere alle richieste del governo, inserendo un tallone di Achille negli iPhone, «ogni singolo esponente delle forze dell’ordine, non solo l’Fbi, si sentirebbe in diritto di richiedere un nuovo prodotto per entrare in qualcosa. Anche un giudice statale potrebbe ordinare alla Apple di realizzare qualcosa per sbloccare o violare ciò che è contenuto nei telefoni o nei tablet. La sicurezza dell’iPhone – continua Olson – è la ragione per cui molte, molte persone lo comprano. E Apple è molto sensibile alla sicurezza nazionale e agli sforzi compiuti dalle forze dell’ordine per protegere i cittadini americani. Ma nel caso contro l’Fbi il governo ha oltrepassato la sua autorità legale». Tim Cook viene appoggiato anche da alcuni azionisti, fra i quali il leader dei diritti civili ed ex consigliere di Martin Luther King, il reverendo Jesse Jackson. «Applaudiamo la sua leadership» afferma Jackson rivolgendosi a Cook. «Ricordiamoci che l’Fbi ha intercettato King. Non possiamo tornare su questa strada».