Alfano vuole aprire le porte ad altri 30mila migranti: “Abbiamo posto”

Angelino Alfano lancia il suo “avanti c’è posto”. Il Viminale si appresta infatti a varare il Piano 2016 per l’accoglienza dei migranti, ipotizzando di reperire altri 30mila posti in più rispetto ai 120mila attualmente occupati dagli stranieri. La settimana prossima si riunirà il Tavolo sull’immigrazione, con ministero, Regioni, Comuni ed associazioni per un primo confronto e l’analisi delle necessità. Sul fronte degli hotspot, i centri richiesti da Bruxelles per l’identificazione di chi sbarca, il 28 febbraio – a quanto si apprende – aprirà quello di Taranto, che si aggiungerà alle analoghe strutture già attive a Lampedusa, Pozzallo e Trapani.

Contro Alfano anche i governatori di sinistra

A sorpresa sono proprio gli amministratori di sinistra i più preoccupati dagli scenari ancora più pessimistici in arrivo dagli organismi internazionali. «Duecentomila profughi in arrivo e nessuna strategia del governo? Così non si va avanti». Di fronte alle previsioni dell’Onu, il governatore della Toscana Enrico Rossi chiede l’intervento del premier Matteo Renzi: «Sul fronte interno deve dare delle regole alle Regioni» che, dice in un’intervista a Repubblica, sono «al collasso».  Allarmato anche il governatore della Puglia, Michele Emiliano: «Se si chiude il canale balcanico – dice l’esponente Pd – l’Italia verrà investita da un fenomeno spaventoso, credo il governo ne sia consapevole. Ovviamente poiché dovranno contare sulla nostra collaborazione, noi siamo preoccupati perché allo stato il governo non ci ha fatto capire come intende affrontare questa potenziale emergenza». Da parte sua, Alfano va controcorrente rispetto ai suoi colleghi del resto d’Europa. Sul fronte politico interno, Giorgia Meloni segnala un caso di cronaca per ricordare la posizione di Fratelli d’Italia-An. «A Trento 11 immigrati richiedenti asilo sono stati arrestati per traffico di droga e riciclaggio di denaro. Rivolgo un plauso alle Forze dell’Ordine per l’operazione e un appello ai partiti in Parlamento: discutiamo subito la proposta di legge di Fratelli d’Italia-An su sicurezza e immigrazione per sancire che se sei un rifugiato e commetti un reato in Italia, ti revoco subito il tuo status di rifugiato e poi ti espello dalla nostra Nazione. Il principio – conclude la Meloni – è semplice: se ti accolgo in Italia ti devi comportare bene, altrimenti in Italia non c’è posto per te e puoi tornare a fare il delinquente a casa tua».