Adozioni gay, sortita del Consiglio d’Europa. Rampelli: “Da che pulpito!”

Ci mancava pure il Commissario europeo ai diritti umani del Consiglio d’Europa a dire la sua sulla Legge Cirinnà. Premesso che si tratta di un organismo che non c’entra nulla con l’Unione Europea, dove ogni Stato, come ha ricordato il senatore Giovanardi, è libero di disciplinare come meglio crede il proprio diritto di famiglia, il lettone Nils Muiznieks l’ha fatta fuori dal vaso. Per il commissario ai diritti umani del Consiglio d’Europa “è positivo che l’Italia finalmente discuta di una legge che riconosca legalmente le coppie dello stesso sesso. Quello che ritengo meno positivo, è tutto questo dibattito emotivo e non fattuale sull’articolo” che riguarda le adozioni”. Secondo Muiznieks, “la discussione sull’impatto negativo che ha sul minore l’essere allevato da una coppia omosessuale è un argomento pretestuoso smentito da una crescente quantità di ricerche scientifiche. Spero quindi – conclude il commissario – che il parlamento italiano farà la cosa giusta e adotterà la legge sulle unioni civili permettendo le adozioni”. “Ma da quale pulpito viene la predica?”, ha ribattuto prontamente Fabio Rampelli, capogruppo di Fratelli d’Italia a Montecitorio. “Il commissario dei diritti umani del Consiglio d’Europa Nils Muiznieks ci viene a rampognare sul diritto dei gay ad adottare i bambini, rimproverando l’Italia, la cui civiltà giuridica affonda nel diritto romano, periodo in cui loro, i lettoni, erano ancora nomadi e pescatori. – ha sottolineato l’esponente politico di destra – Noi italiani che abbiamo fondato l’Europa, alla quale la Lettonia ha aderito neppure due anni fa, meritiamo rispetto da un paesone con gli abitanti di Milano. Renzi chieda immediate scuse e inviti a rispettare la sovranità e l’autonomia del Parlamento. Forse, nella tradizionale abitudine autoctona, il commissario avrà bevuto qualche pinta di birra di troppo”. “L’intervento del signor Muiznieks rappresenta semplicemente il parere personale fuori luogo e non richiesto dello stesso, probabilmente sollecitato da qualcuno in Italia che vede con preoccupazione come la stragrande maggioranza dell’opinione pubblica è contraria alla possibilità di adottare bambini da parte delle coppie gay”, ha osservato da parte sua Carlo Giovanardi.