A Regina Coeli i detenuti sfidano gli studenti universitari a suon di retorica

I detenuti di Regina Coeli sfidano gli studenti universitari a suon di retorica. Il duello sull’arte ciceroniana, in calendario per il 5 marzo nel carcere romano, è organizzata da PerLaRe, Associazione Per La Retorica, insieme alla Crui, Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, alla Casa Circondariale di Roma Regina Coeli e all’Università di Tor Vergata.

I detenuti sfidano gli studenti

L’originale confronto dialettico ha l’obiettivo di premiare la squadra che è maggiormente in grado di difendere la propria tesi con argomentazioni credibili, senza perdere la calma, sbraitare o insultare. Un sofisticato esercizio di auto-controllo e di civiltà, che consiste nell’affermare le proprie ragioni solo con lo strumento pacifico della parola. I detenuti di Regina Coeli e gli studenti, divisi in due squadre, sono chiamate a sostenere posizioni opposte che riguardano uno stesso argomento di attualità. La gara si svolgerà in due round di 20 minuti ciascuno. Allo scadere del round le posizioni da sostenere si invertono. Il tema del dibattito verterà sui confini della legittima difesa. Sia i detenuti sia gli studenti verranno preparati allo “scontro” dall’associazione per la retorica. Le due squadre sceglieranno i loro portavoce, che li rappresenteranno nel dibattito del 5 marzo. Una giuria (composta da un linguista, un attore, due giornalisti, un avvocato) decreterà la squadra vincitrice.

C0me il Bard college di New York

La giuria non premierà il talento innato, ma la capacità di impegnarsi. Il duello tra detenuti e studenti ha un precedente illustre: il Bard college di New York che ha avviato un programma di riabilitazione nei penitenziari, che prevede la realizzazione di gare di retorica. Nel settembre 2015, i detenuti del carcere Eastern Correctional Facility di New York si sono confrontati con gli studenti di Harvard, sconfiggendoli in un duello basato solo sulla forza delle argomentazioni. Le gare di retorica hanno l’obiettivo di preparare i partecipanti ad affrontare la vita e il lavoro, contesti in cui è inevitabile confrontarsi con opinioni diverse. E, in queste occasioni, saper usare lo strumento della parola può fare la differenza.

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