Marino in odor di primarie getta altro fango su Renzi: «Ecco come lucri sui romani»

L’effervescenza dell’ex pessimo sindaco di Roma, Ignazio Marino, in odor di primarie per le prossime Comunali nella Capitale, è veramente patetica. La vendetta è un piatto che va consumato freddo e lui ha iniziato da tempo a togliersi i sassolini dalla scarpa uno ad uno gettandoli addosso a colui che lo ha tradito, mollato, lasciato allo sbando e costretto, secondo lui, alle dimissioni. Renzi, naturalmente. Le bordate di fango dell’ex primo cittadino al pessimo Renzi sono iniziate sul profilo Fb del chirurgo dem già prima di Natale a proposito dell’inserimento nella legge di Stabilità di un emendamento «che favorisce di fatto l’illegalità a Ostia». Sospendere fino al 30 settembre 2016 le revoche delle concessioni agli stabilimenti balneari illegali «è un segnale sbagliatissimo, un regalo di Natale ingiustificato a chi vive e prospera nell’illegalità, alle spalle dei cittadini». Poi è arrivata l’emergenza smog in città a dare fiato a Marino, come se Roma fosse stata amministrata da un fantasma… In realtà è così, ma è grottesco sentirlo parlare da statista, come se fosse stato il miglior amministratore che Roma ricordi, come se non pendessero sul suo operato accuse pesanti. Quindi arriva la nuova vendetta di inizio d’anno.

Marino: “Quel contratto cone le Assicurazioni sulla pelle dei romani…»

E così le vendetta continua. Sempre sul profilo Fb di Marino si legge: «La proroga di due anni, rinnovabili di altri tre, del contratto con le Assicurazioni di Roma (Adir), è un atto assolutamente ingiustificabile, la cui responsabilità ricade interamente sul presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Ai romani non serve possedere una compagnia assicuratrice ma strade riparate, piu’ risorse per le scuole, quartieri più illuminati, nuovi autobus e nuovi vagoni della metro». Questa è bella. Praticamente tutto l’elenco delle priorità a cui avrebbe dovuto provvedere lui da sindaco. Aggiunge Marino: «La decisione presa l’ultimo giorno dell’anno dal Commissario Tronca, che per ruolo e dovere risponde al governo nazionale, interrompe il percorso virtuoso avviato dalla mia Giunta che stava portando alla cessazione del rapporto e allo scioglimento della compagnia assicurativa di proprietà del Comune, insieme all’alienazione o alla liquidazione delle aziende che non sono necessarie ai romani e che gravano sulle loro tasche, a favore dei privilegi acquisiti dei potentati e delle lobby. Il ricavato di queste operazioni doveva essere utilizzato per migliorare i servizi ai cittadini di Roma. Dalla sua liquidazione si sarebbero ottenute somme ingenti a vantaggio di tutte le reali necessità di Roma – aggiunge l’ex primo cittadino. Dubitiamo che, con Marino ancora in sella tutti questi soldini sarebbero stati spesi per le reali necessità della Capitale, da lui lasciata in stato indecoroso. Ma soprattutto stupisce e non convince nessuno che Marino chiami in causa l’affaire Adir, una questione delicata sul quale la versione dei fatti è ancora tutta da chiarire. A partire dalla sua posizione.