Unioni civili, tristi manifestazioni del “popolo” della Cirinnà

Unioni civili, il popolo “arcobaleno” si è dato appuntamento in varie città italiane in  occasione dell’inizio della discussione al Senato del ddl Cirannà. La prima firmataria del contestato disegno di legge ha così riunito il suo”popolo” per tentare una prova di forza con il Family Day di sabato 30 gennaio, manifestazione  che si prevede oceanica, anche perché sia i vescovi e poi anche il Papa si sono apertamente schierati dalla pare del “popolo” cattolico deciso a dire no al provvedimento sulle unioni civili.

Gli organizzatori delle maniestazioni “arcobaleno” parlano di  «cento piazze» a favore delle unioni civili e dei «diritti del mondo lgb», ma si tratta delle solite sigle: Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno e Mit. Queste le parole scelte per la “mobilitazione”: «Scenderemo in piazza accanto a un pezzo importantissimo della società civile: associazioni, istituzioni, partiti, sindacati, liberi cittadini e cittadine hanno aderito in massa all’appello e annunciato la propria presenza ai presidi. Tutti assieme realizzeranno un flashmob, portando con sé sveglie e orologi con suoneria per sincronizzarli e suonare la sveglia al nostro Paese». I maniestanti sono aprtiti galvanizzati dalle aprole di Renzi: «Siamo rimasti l’unico paese dei 28 senza una disciplina sulle unioni civili. Il compromesso non è lo strumento per non arrivare a chiudere. Sono giuste tutte le posizioni ma si sappia che per il Pd la riforma è irrinviabile». I soliti slogan. Alla fine l’Arcigay spara la solita , iperbolica cifra: «Un milione di sveglie hanno suonato oggi in tutto il Paese, il Parlamento le ascolti». Ma la realtà è ben diversa e parla di qualche migliaio di persone un po’ qua e un po’ là nella varie piazze italiane in cui s’è manifestato  il “popolo arcobaleno”. Scontate le ovazioni per la Cirinnà, che ha vissuto il suo giorno di gloria. Ma sabato della prossima settimana sarà ben altra musica, con il Family Day. Per il momento c’è da registrare solo una triste giornata di freddo in varie città italiane.