Tutte le frasi ridicole e inutili dette dalla sinistra sugli immigrati

Tutti Paesi europei corrono ai ripari. In Europa c’è la corsa ad alzare gli steccati interni, almeno finché l’emergenza immigrati non rientri entro paramentri di controllo accettabili; molti paesi del civilissimo nord Europa stanno facendo la voce grossa dando seguito alle parole, ma il governo italiano è sordo completamente da quest’orecchio. Ecco un florilegio di parole d’ordine buoniste e frasi fatte che mascherano l’assoluta assenza di idee e di soluzioni.

Gentiloni (Pd): guai a chi tocca Schengen

È una gara al ribasso che grida vendetta. In primis il ministro degli Esteri Gentiloni, uno dei pochi, ultimi paladini di Schengen che si trovi in circolazione di questi tempi. Intervistato dalla Stampa se  l’Italia sia  rassegnata alla fine dei trattati di  Schengen dopo quanto accaduto in molte città europee e non solo a Colonia?, risponde: «Niente affatto. Le sospensioni decise da alcuni Paesi membri debbono restare straordinarie e limitate nel tempo». Per il ministro Gentiloni Schengen è un valore, un pilastro della costruzione europea, non si tocca. Per altri ministri europei non è un totem, per lui sì, ma sembra non rendersi conto che è proprio la filosofia della costruzione europa a vacillare, se non si pone un rimedio forte. Anche ripensare del tutto Schengen quando si è sotto attacco.

Immigrati, Kyenge (Pd): siamo tutti clandestini

Così, mentre negli altri Paesi si sviluppa un dibattito sul fallimento dell’integrazione buonista, sull’immigrazione di massa, da noi tocca ancora sentire ripetere come oro colato le parole dell’ex ministro dell’integrazione, Cecile Kyenge quando disse «Siamo tutti clandestini». Cogliamo fior da fiore: «Non chiamateli clandestini», «aboliamo il reato di clandestinità», «non chiamateli immigrati ma migranti», «gli italiani devono accogliere i profughi», «basta con l’egoismo di chi protesta contro i centri di accoglienza», «non è vero che c’è l’emergenza degli sbarchi».

Binetti (Ap-Ncd): non si può parlare di emergenza immigrati

Tocca sentire poi le dichiarazioni deliranti di Paola Binetti, Area Popolare-Ncd, che dice che «evidentemente non si può parlare di emergenza ma di un fenomeno strutturale che però va pianificato». Di più, vorrebbe pure «che anche la stampa desse maggiore visibilità alle buone pratiche con cui tante persone appena arrivate cercano di inventare con sana creatività e con un pizzico di fantasia il loro lavoro». Insomma, per la Binetti a Colonia e in tante capitali europee la notte di Capodanno non è accaduto nulla di insolito, nulla che non si potesse prevedere: 1000 persone che pianificano agguati, rapine, molesti e stupri non scalfiscono la sua sensibilità di donna. Anzi, meglio voltar pagina, parliamo degli immigrati virtuosi…

Giuffrida (Pd): venti populisti per distruggere l’Europa

Roba da non credere.Il caos e il clima di violenza della notte di S.Silvestro a Colonia avrebbero potuto «anche provocare dei morti», come emerso da un rapporto della polizia tedesca, di cui Bild ha pubblicato alcuni stralci, eppure da noi la sinistra parla ancora di populismo. «I fatti di Colonia, gravi e da perseguire con la massima severità, non possono essere strumentalizzati per aizzare uno scontro pericoloso e sterile che alimenta venti populisti che vogliono distruggere l’Europa. Artefice di questa analisi è Michela Giuffrida, europarlamentare del Pd. Che poi aggiunge una cosa grave, perché  i fatti – che lei non conosce evidentemente e colpevolmente – hanno dimistrato l’esatto contrario: «I fatti di Colonia – dice – non devono portare a generalizzare puntando indiscriminatamente il dito contro tutti i migranti e dimenticando la profonda differenza esistente con chi ha, o ha diritto di ottenere, lo status di rifugiato». Ma come? La polizia tedesca ha appena fatto sapere che vi sono anche rifugiati tra gli assalitori folli di Capodanno, e lei prosegue con l’inutile e infondato refrain? Tutte parole inutili, ridicole ma anche pericolose.