Turchia sotto attacco: i comunisti del Pkk assaltano stazione di polizia

Nuovo attacco dei ribelli curdi in Turchia, che hanno fatto esplodere un’autobomba in una stazione di polizia a Cinar, nella provincia a maggioranza curda di Diyarbakir, non lontano dai confini siriano e iracheno, nella regione del Kurdistan, attaccandola poi con razzi e armi da fuoco, ferendo 39 persone tra cui anche civili. La potenza dell’esplosione ha distrutto parte del muro della stazione. Assaltati anche i vicini alloggi della polizia. È di sei morti e 39 feriti, tra cui 6 poliziotti, il bilancio dell’attacco compiuto nella notte dal Pkk (Partito dei Lavoratori curdi, comunista. Era il partito di cui era leader Abdullah Ocalan) contro una stazione della polizia. Secondo il resoconto delle autorità locali, i ribelli hanno prima fatto esplodere un’autobomba e poi attaccato la stazione di polizia e un adiacente dormitorio per agenti con razzi e armi da fuoco, uccidendo due familiari di poliziotti. La potenza dell’esplosione ha causato anche il crollo di un edificio vicino, in cui sono morti tre residenti. Le vittime sono un poliziotto e cinque civili, tra cui due familiari di agenti che si trovavano in un dormitorio adiacente e tre residenti di un edificio vicino, crollato per l’esplosione. Secondo l’agenzia Dogan tra le vittime ci sarebbero anche bambini. La polizia ha già effettuato due arresti.

Turchia, effettuati due arresti per l’attentato curdo

La Turchia è concentrata sull’attentato di Istanbul, nel quale sono morti dieci turisti tedeschi, che già deve affrontare un’altra emergenza. «Il numero delle persone arrestate in relazione all’attacco di Istanbul è salito a sette». Lo ha detto il ministro dell’Interno turco, Efkan Ala. Mercoledì sera il premier Ahmet Davutoglu aveva annunciato che le persone fermate per sospetta complicità nell’attentato suicida di Sultanahmet erano cinque. Le misure di sicurezza saranno rafforzate nei luoghi più affollati e nelle zone turistiche e strategiche di Istanbul a seguito dell’attacco kamikaze che martedì ha ucciso 10 turisti tedeschi a Sultanahmet. Lo ha deciso il governo turco in una riunione con il governatore e il sindaco di Istanbul. Le nuove misure prevedono un aumento della presenza delle forze di sicurezza in città e l’impiego di ulteriori strumenti tecnologici, a partire da telecamere di sicurezza, nei punti giudicati sensibili. Intanto si apprende che nelle ultime 48 ore la Turchia ha bombardato postazioni dell‘Isis in Siria e Iraq, uccidendo 200 jihadisti, in risposta all’attentato suicida di martedì a Istanbul. Lo ha detto il premier turco Ahmet Davutoglu.