Troppe molestie in discoteca: i locali danesi vietano l’ingresso ai migranti

Alcuni gestori di discoteche della Danimarca hanno dato disposizione al personale di non consentire l’ingresso a profughi, migranti e rifugiati. È quanto è stato pubblicato dal quotidiano Copenaghen Post e da altri giornale danesi, dopo le numerose denunce di molestie sessuali subite in discoteca da alcune clienti. Il caso più clamoroso riguarda una discoteca di Sonderborg. Una città che ha visto stravolta la sua vita notturna dopo che la locale caserma è diventata un centro di accoglienza per profughi. «Le ragazze in discoteca venivano molestate in continuazione dai profughi che continuavano a palpeggiarle senza fermarsi», ha raccontato a una tv danese Glenn Hollender, proprietario della discoteca che ha dato il via alla disposizione che prevede l’ingresso solo ai cittadini stranieri che conoscono almeno l’inglese.

 Alcune città danesi ostaggio dei migranti

«Molti dei rifugiati sono siriani richiedenti asilo che non conoscono le regole del vivere civile», dice Rafi Ibrahim, anch’egli un immigrato siriano, ma residente da molti anni in Danimarca, oggi gestore di una discoteca ad Hardeslev nella penisola dello Jutland. «Questi profughi quando entrano in una discoteca e vedono una ragazza ballare non sono in grado di fermarsi. Cercano di saltarle addosso e e di strapparle i vestiti. Ogni sera finisce in rissa». Il problema sollevato dai media danesi, è appunto il numero di profughi (giovani maschi adulti) che sono diventati un incubo per le ragazze danesi. Da qui la scelta per alcune discoteche della Danimarca, visto che le autorità locali non sono in grado di gestire l’emergenza, di impedire con questo trucco l’ingresso ai rifugiati. La scusa formale, perché appunto non risulti discriminatoria, è che la conoscenza del danese (o perlomeno dell’inglese) consenta al personale della discoteca di «comunicare con la clientela per ragioni di sicurezza».