Telecom da record in Europa: prima per redditività, ultima per investimenti

Telecom è il secondo gruppo di tlc europeo per redditività industriale (utile operativo sul fatturato al 20,6%), dietro solo a British Telecom (24,3%) e davanti a Vimpelcom, Telefonica e Orange. Negli investimenti invece l’ex monopolista, al pari del suo omologo inglese, è in coda con un tasso di investimento al 3,5% (Bt è al 3,8%). Se si guarda a tale indicatore spicca piuttosto (al 19,2%) la ‘giovane’ Iliad di Xavier Niel, impegnata a costruire la propria rete in Francia, secondo uno studio R&S Mediobanca. La scarsa capacità di investimento si riflette, come è facile intuire, sulla clientela, spesso esposta a non pochi problemi tecnici in molte zone del Paese. E questo la dice lunga sulle politiche industriali adottate dall’ex monopolista italiano del settore negli ultimi tempi. Ora sembra che si voglia  cambiar pagina. Partendo, come assicura l’amministratore delegato del Gruppo Telecom Italia, Marco Patuano, dall’immagine. D’ora in poi cambierà il logo: sarà quello di Tim.  Il marchio, nato con la divisione mobile, sarà usato per tutte le attività commerciali. Un cambiamento di immagine e di ruolo. “Da puro operatore telefonico si passa a player industriale e tecnologico in grado di offrire prodotti e servizi innovativi e mobili, al cloud computing fino all’information technology di nuova generazione”. Si punterà ancor di più sulla banda larga: “Ci sarà uno sforzo un po’ superioire al previsto: punteremo a qualcosa di più rispetto al 75% della popolazione in fibra e al 95% in Lte, ha dichiarato Patuano. Ci sarà anche una nuova sede a Roma che occuoerà le Torri dell’Eur. Telecom investirà 400 milioni in dieci città. Meglio tardi che mai.