Al Teatro Petruzzelli vanno in scena le tangenti: 5 arresti per corruzione

Al Teatro Petruzzelli di Bari vanno in scena le tangenti. Ua piece per un cartellone non propriamente artistico, ma di sicuro clamore. Perché, appunto,  sarebbero ben otto gli episodi di tangenti. Fatti che avrebbe già accertato la procura barese e che, addirittura, sarebbero state pagate in meno di due mesi da imprese fornitrici del Petruzzelli al direttore amministrativo, Vito Longo. Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Bari, Giuseppe Volpe, in una conferenza stampa nella quale ha illustrato i dettagli dell’operazione che ha portato all’arresto di cinque persone per corruzione e turbata libertà degli incanti. “Le indagini hanno riguardato il periodo tra il 29 ottobre e il 4 dicembre scorsi – ha precisato Volpe – e sono ancora in corso, si tratta di un periodo breve ma abbiamo deciso di intervenire subito perchè non potevamo consentire che venissero commessi altri reati”. Complessivamente, nel periodo dell’indagine sul Petruzzelli, sarebbero state pagate a Longo mazzette per 20 mila euro, corrispondenti grossomodo al 10% dell’importo degli appalti. Il procuratore Volpe ha anche precisato di aver deciso di diffondere le sequenze dei video che riprendono Longo mentre riceve le buste con il denaro degli imprenditori, “perchè – ha detto – sono riprese molto efficaci e spero possano avere un valore deterrente”. Le indagini sono state avviate dopo una querela per diffamazione che era stata presentata da un altro imprenditore, Marino Lavopa (anche lui indagato ma non destinatario di ordinanza di custodia cautelare), nella quale l’imprenditore si lamentava di alcuni articoli di stampa che parlavano di presunte irregolarità negli appalti del Petruzzelli che lo riguardavano. Da questa vicenda – ha spiegato Volpe – sono partiti gli approfondimenti delegati alla Digos, che hanno portato, a partire dal settembre scorso, ad intercettazioni e video nell’ufficio del direttore amministrativo della fondazione Petruzzelli. “A questi elementi raccolti – ha aggiunto Volpe – si è aggiunto un contributo importante dei vertici della fondazione, con il presidente Gianrico Carofiglio e il sovrintendente Massimo Biscardi, che hanno portato in procura documentazione utile alle indagini”.