Svezia sconvolta dalla morte di Alexandra, accoltellata da un profugo

Un profugo ha accoltellato e ucciso un’impiegata 22enne di un centro per minori richiedenti asilo vicino Goteborg, in Svezia. Lo riporta la Bbc sottolineando che il giovane è stato arrestato con l’accusa di omicidio. La vittima, Alexandra Mezher, è morta in ospedale in seguito alle numerose coltellate inferte dall’aggressorei. «Era un angelo che voleva solo fare del bene», ha detto un cugino, citato dal giornale svedese Expressen, il quale si è scagliato contro la politica “buonista” dei suoi governanti: «Se è morta è colpa dei politici svedesi». Si tratta di «un terribile crimine», si è limitato a dire il primo ministro svedese, Stefan Löfven, visitando il centro di Molndal dove è avvenuto l’episodio. «Credo ci siano molte persone in Svezia preoccupate dalla possibilità di casi di questo tipo», ha aggiunto secondo quanto riporta Radio Svezia. La polizia svedese si è rifiutata di fornire informazioni sull’identità e sulla nazionalità dell’assassino, ma secondo alcune indiscrezioni dei media svedesi dovrebbe essere un quindicenne afghano che ha accoltellato la ragazza per stuprarla. Alexandra, figlia di immigrati libanesi, aveva iniziato a collaborare col centro di accoglienza di Moldnal da due mesi.

In Svezia sono arrivati 160mila profughi

Secondo l’Agenzia per l’immigrazione svedese i casi di aggressione nei centri di accoglienza dei profughi sono raddoppiati da un anno all’altro. Nel 2014, si sono registrati 148 incidenti e nel 2015 il numero è balzato a 322. Nello scorso anno sono arrivati in Svezia (che ha 9,8 milioni di abitanti) 160mila richiedenti asilo, di questi circa 35mila sono minori non accompagnati. L’uccisione della volontaria svedese si è verificata proprio nel giorno in cui il capo della polizia svedese, Dan Eliasson ha richiesto rinforzi per fronteggiare l’emergenza terrorismo e la gestione dell’arrivo dei migranti nel Paese. Ad agosto un altro caso del genere aveva sconvolto la civilissima Svezia, quando un profugho di origine eritrea aveva accoltellato a morte due clienti di un centro commerciale di Ikea, vicino Stoccolma, dopo che la sua richiesta di asilo era stata rifiutata.