La strana sofferenza di Verdini: giura fedeltà a Renzi e rimpiange Berlusconi

I parlamentari di Ala sono pronti a sostenere Renzi anche «su altre riforme liberali», e non solo su quelle costituzionali, controbilanciando i voti che non dovesse avere dalla sinistra del Pd, specie al Senato. Renzi infatti deve riuscire a realizzare quelle «riforme liberali che Berlusconi non ha fatto». A spiegarlo è stato il leader di Ala, Denis Verdini, alla presentazione del libro Il Patto del Nazareno (Rubettino editore), di Massimo Parisi, giornalista e deputato di Ala. Verdini ha raccontato che in quel patto nato due anni fa «non c’è nulla di segreto», e che esso alla fine è stato rotto da Berlusconi per «le aspettative di entrambi che però erano estranee al patto». A giudizio dell’ex braccio destro del Cavaliere, questi ha «sbagliato» a rompere al momento dell’elezione di Sergio Mattarella al Quirinale. «E’ una sofferenza vedere che un uomo che è stato protagonista di vent’anni della politica italiana, non passi alla storia come un costituente».

Verdini, due cuori e una capanna

E la “sofferenza” di Verdini e di “altri amici” c’è stata anche per la loro rottura con Berlusconi: «Non sono stato per vent’anni berlusconiano per caso. In questo non c’è nessun pentimento, ma semmai nostalgia». E la nostalgia c’è per la rivoluzione liberale promessa dal Cavaliere e mai realizzata: «Se Berlusconi non ha fatto le riforme liberali, riteniamo che Renzi debba riuscirci». E questo grazie al supporto di Ala, specie in Senato, dove i suoi senatori possono controbilanciare quelli della sinistra dem. Lo schema si ripeterebbe anche dopo le prossime elezioni: «Anche se il Pd ottenesse i 340 deputati col premio di maggioranza dell’Italicum – ragiona Verdini – vuoi che un 10% non siano della sinistra che si oppone a Renzi? A quel punto ci saremmo noi». Quindi l’importante alle prossime elezioni è «unire le forze del centro ora disgregato» per puntare all’elettorato che non voterebbe mai Grillo e Salvini, ma «faticherebbe a votare Renzi perché è del Pd, un partito di sinistra».