Statue coperte da un oscuro burocrate di palazzo? Franceschini ci prova…

«Scelta incomprensibile», dice il ministro Dario Franceschini a proposito degli scatoloni nei quali sono state impacchettate alcune statue «nude» ai Musei Capitolini, tra cui la copia romana della Venere di Prassitele, per sottrarle allo sguardo del presidente iraniano Rouhani, martedì in Campidoglio. Esterna subito il suo stupore il ministro della Cultura, appena dopo aver accompagnato lo stesso presidente in una breve visita al Colosseo. Ma aggiunge, d’un fiato: «Né il premier Renzi, né il sottoscritto erano a conoscenza di questa scelta».

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Paolo Gentiloni (Esteri) sottoscrive: «Decisione incomprensibile, non presa da noi». «Incomprensibile — ripete Franceschini —. C’erano tanti altri modi per non andare contro la sensibilità di un ospite così importante». Chi sapeva allora? Chi ha deciso? Palazzo Chigi ha avviato un’indagine intema, che vuole chiudere celermente ma la polemica, che già ieri aveva conquistato la ribalta mondiale, dai social network ai siti web dei giornali di tutto ü mondo, è dilagata. La prima spiegazione non ufficiale, che erano stati gli iraniani a chiedere di oscurare le statue, è franata davanti al sorriso compiaciuto di Rouhani, in conferenza stampa. «Una questione mediatica, un caso giornalistico», ha detto il presidente liquidando la faccenda, non prima però di aver negato un suo coinvolgimento. «Non ci sono stati contatti a questo proposito ma posso dire che gli italiani sono molto ospitali, cercano di fare di tutto per mettere a proprio agio gli ospiti, e li ringrazio per questo».

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La figuraccia mondiale non si sarebbe comunque evitata. Al contrario, l’imbarazzo è cresciuto quando, rivolgendo la domanda alla Sovrintendenza capitolina dei Beni culturali — siete stati voi? — ci si è sentiti rispondere con un secco: «Chiedete a Palazzo Chigi. La misura non è stata decisa da noi, è stata un’organizzazione loro, non nostra». Ma come può un marmo di duemila anni provocare un così grande imbarazzo? Se lo sono chiesti tutti ieri: mentre sui social scorreva un fiume di commenti e disegni ironici di pannelli «oscuranti», il Codacons ha fatto un esposto alla Corte dei conti e ha chiesto che venga «immediatamente licenziato chi ha preso questa decisione, per i gravi danni all’onore e all’immagine di Roma e dell’Italia intera». «Fuori tutti i nomi della banda di idioti che ha ordinato la copertura delle statue», ha preteso Maurizio Gasparri, che ha presentato un’interrogazione parlamentare al presidente del Consiglio. Interrogazione chiesta anche dai Cinquestelle, riporta “il Corriere della Sera”.