Siria, è massacro senza fine: l’Isis uccide, decapita e sequestra

Il Califfato islamico reagisce ai bombardamenti da parte di Usa, Russia e Turchia sulle sue posizioni in Siria e in Iraq: il governo della Siria ha alzato a 300 il bilancio dei morti della giornata di attacchi di sabato da parte dell’Isis nella zona di Deir el Zour, nell’est del Paese, mentre l’Osservatorio siriano per i diritti umani ha confermato il rapimento nella stessa zona di 400 civili da parte dei jihadisti. “Almeno 150 persone sono state decapitate dall’Isis nel massacro di Dayr az Zor, incluse decine di donne e bambini”: lo riferiscono attivisti locali citati dai media curdi. I jihadisti hanno fatto strage “in due sobborghi controllati dal regime siriano a Dayr az Zor, Ayash and Begayliya”. “Li hanno uccisi casa per casa”, continuano gli attivisti. L’osservatorio ha documentato il massacro a Deir Ezzor, tra le quali figurano 50 membri delle forze di sicurezza e 85 loro familiari. Secondo l’Osservatorio, anche alcune decine di jihadisti sono morti.

In Siria uccisi soprattutto soldati fedeli al governo

Damasco invece parla di 300 vittime, in gran parte vecchi, donne e bambini. La strage è avvenuta nell’area Al-Bghiliyyeh. Gli jihadisti dello Stato islamico hanno massacrato centinaia di persone, in gran parte combattenti filo-governativi, in attacchi coordinati in zone della Siria orientale controllate dai soldati di Bashar al-Assad, vicino alla città di Deir el-Zour. Lo hanno reso noto attivisti dell’opposizione, precisando che sono stati uccisi almeno 75 soldati e militanti filo-Assad. La maggior parte di loro sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco ravvicinati dagli estremisti. Dal canto suo l’agenzia di stampa statale Sana ha detto che l’Isis ha compiuto “un massacro” di decine di civili nel villaggio di Baghaliyeh. Anche la tv al-Mayadeen, che ha sede in Libano ed è favorevole ad Assad, ha riferito di una strage con l’Isis che ha ucciso 280 persone e ha preso più di 400 civili in ostaggio. Per lo Stato islamico, l’agenzia di stampa Aamaq ha parlato di un assalto su vasta scala su Deir el-Zour, cominciato con un attacco suicida. Gli assedi in Siria sono diventati “sistematici, di routine”: lo ha detto il vice capo di Unocha Kyung wha Kang durante la riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza Onu. “La popolazione continua a vivere in realtà da incubo”, ha precisato, sottolineando che nel 2015 le Nazioni Unite sono riuscite a raggiungere meno del 3% delle aree assediate. “Non potete lasciare morire altre persone sotto i vostri occhi”, ha concluso Kang ribadendo l’appello a porre fine all’assedio di Madaya e degli altri villaggi.