Il sindaco di Quarto non si dimette. Applausi di Renzi, imbarazzo M5S

Nel pomeriggio di ieri Rosa Capuozzo risponde all’espulsione dal M5S che le è arrivata dal blog di Beppe Grillo nella mattinata. E come lei rischiano di essere cacciati dal movimento tutti i 15 consiglieri comunali di maggioranza. La vicenda del Comune campano – finito nel mirino per presunti appoggi della camorra al M5S nel ballottaggio – arriva a uno snodo che era nell’aria, «Al di là dei colori politici – si legge in una nota congiunta di sindaco e consiglieri – il nostro prioritario senso di responsabilità verso i cittadini tutti ci impone di continuare ad amministrare il nostro territorio, come fatto sino ad oggi».

A Quarto sta venendo meno la credibilità a 5 stelle

Di primo mattino le era arrivato l’ostracismo dalle pagine del blog di Beppe Grillo. «Rosa Capuozzo è stata raggiunta da un provvedimento di espulsione per grave violazione dei suoi principi», l’annuncio. Perché «non siamo un Pd qualsiasi», spiega il post intitolato “Noi nel M5S facciamo cosi onestà”. Nel testo si spiega che «è dovere di un sindaco del movimento denunciare immediatamente e senza tentennamenti alle autorità ogni ricatto o minaccia che riceve». Ed è sulla motivazione, la mancata denuncia, che si apre un caso. Secondo le ricostruzioni di alcuni giornali – scrive “Avvenire” – i vertici del movimento sarebbero stati a conoscenza dei presunti ricatti al sindaco da parte del consigliere Giovanni De Rebbio, indagato anche per sospetto voto di scambio.

Anche i vertici M5S sapevano del consigliere camorrista di Quarto

Dunque, anche loro avrebbero dovuto denunciare. La vicenda finisce – anche se in realtà promette nuovi sviluppi – a colpi di anatemi e di rivalse. E di screenshot (foto degli schermi dei telefonini) delle conversazioni via Whatsapp intercorse tra il sindaco e alcuni consiglieri con i mèmbri del direttorio Luigi Di Maio e Roberto Fico. I due smentiscono in una diretta streaming su Facebook, realizzata insieme ad Alessandro Di Battista. «Chi sta dicendo che sapevamo sta dicendo una falsità e verrà querelato, quereleremo tutti quelli che diranno questa bugia», attacca il vicpresidente della Camera. In realtà, lo scambio di messaggi sarebbe stato incentrato sulla richiesta di un altro consigliere, Alessandro Nicolais, di aumentare i gettoni di presenza, «un’istanza chiaramente contraria ai nostri principi e al nostro modo di agire», commenta Di Maio. «Se l’avessimo saputo avremmo optato per una denuncia», aggiunge Fico. Che precisa come le sue parole («andate avanti e cercate di lavorare tranquillamente») , riferite in un’intercettazione telefonica tra Capuozzo e il consigliere Nicolais, vadano lette nel contesto giusto – l’espulsione di De Robbio – e non si riferivano alle minacce ricevute dal sindaco.