Sgarbi: «Bologna non merita i nani di sinistra. La gente si è stufata»

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Sgarbi accarezza di nuovo l’idea di candidarsi a sindaco di Bologna. «Una proposta interessante… anche perché non merita i nani che si ritrova»…  ossia quelle non proprio imponenti personalità della sinistra che l’amministrano – e che l’hanno amministrata a lungo anche in passato – e che, sostiene il critico d’arte, con cui la gente è ormai stanca di ritrovarsi ad avere a che fare.

Sgarbi su Bologna: «Non merita i nani che si ritrova»

Di più: «Uno come Merola – ribadisce Sgarbi – senza un partito dietro, non prenderebbe un voto» e – aggiunge – «come lui tanti altri che oggi calcano la scena politica: gente che è lì grazie ai partiti, ma che non ha un progetto, un pensiero. Rappresentano il Medioevo della politica e la gente è stanca di loro». Una sfida, quella lanciata da Sgarbi raccogliendo la proposta di Berlusconi, arrivata nel corso di un ufficio di presidenza di FI nei giorni scorsi, che solletica Sgarbi il quale, nel commentare la possibilità che gli è stata proposta, ha anche aggiunto come – a suo parere – «l’unico modo per misurarsi prima del voto sia quello rappresentato dai sondaggi. Se quelli che a Bologna avanzano dubbi su di me hanno un altro nome, lo espongano a un sondaggio». E il primo sondaggio interno che il critico d’arte in prestito alla politica dovrà affrontare è proprio quello tra i due leader, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, con cui Berlusconi dovrà chiudere l’intesa nelle prossime ore. Ed è lo stesso numero uno degli azzurri, infatti, a precisare – e a più riprese – che tutte le candidature dovranno comunque essere sondate e ottenere il via libera anche di Lega e Fratelli d’Italia.

Tutte le “prodezze” del sindaco Pd Merola

Lavori in corso nel centrodestra, dunque, ma non solo. E concentrati soprattutto sulla piazza di Bologna, specialmente in considerazione del pregresso difficile che la città si ritrova ad a dover affrontare “grazie” a chi l’ha amministrata finora: quelli che Sgarbi ha provocatoriamente definito «nani» della sinistra, e su cui la “città delle due torri” dovrà tornare ad esprimersi alle urne. «A Bologna interpelliamo i cittadini – ha detto il critico d’arte proposto per il capoluogo emiliano – per sottrarre Bologna agli omuncoli che l’hanno resa anonima e morta». E fare di meglio, del resto, non dovrebbe essere poi così difficile, soprattutto se si pensa che tra gli inciampi amministrativi in cui è fin qui incappato il primo cittadino Virginio Merola nel corso del suo mandato si registrano – tra gli altri – una condanna (insieme alla Giunta) dalla Corte dei Conti per un danno erariale; la trascrizione – nella sua qualità di ufficiale di stato civile – nei registri anagrafici di matrimoni celebrati all’estero tra coppie dello stesso sesso; e l’aver liquidato la proposta di Ilaria Giorgetti, esponente di centrodestra che dopo i fatti di Parigi ha invitato le scuole ad esporre il crocifisso, «roba da Medioevo»…. Può bastare?